Martedì, 23 Luglio 2024
Mafia Zisa

Gli affari col pesce dei boss di Porta Nuova: condannato l'ex reggente Paolo Calcagno

Il processo nasce dall'operazione "Panta Rei" e riguardava soltanto la presunta intestazione fittizia di alcune attività commerciali. Inflitto un anno anche a Giuseppe Ruggeri. Assolti altri tre imputati

Già condannati per mafia nel processo "Panta Rei", per loro erano state stralciate delle accuse legate all'intestazione fittizia di alcune pescherie. Adesso la quarta sezione del tribunale, presieduta da Daniela Vascellaro, ha deciso di infliggere una condanna (in continuazione) di un anno a Paolo Calcagno, reggente del clan di Porta Nuova, e a Giuseppe Ruggeri. Gli altri imputati, presunti prestanome, sono stati invece assolti. Disposta anche la restituzione di un'attività commerciale, "La Boutique del pesce" di via Silvio Pellico.

Nello specifico, sono stati scagionati Mirko Viola (difeso dall'avvocato Giovanni Aurilio), Gaetano Giunta (difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Simona La Verde) e Valentina Ruggeri (difesa dagli avvocati Vincenzo Giambruno ed Alessandro Martorana) per la quale uno dei capi d'imputazione è stato dichiarato prescritto.

Secondo la Procura, Calcagno (difeso dall'avvocato Salvatore Agrò) avrebbe intestato fittiziamente la "Wordfish" di via Cappuccinelle (di cui ora è stata disposta la confisca) a Viola e a Giunta "La Boutique del pesce". Questa seconda accusa non ha però retto e Calcagno è stato assolto da questo capo d'imputazione. Ruggeri avrebbe, sempre secondo la Procura, invece usato come prestanome la sorella Valentina in relazione alla "Frescogel Lcr" di via Tiro a Segno (ora confiscata).

Gli imputati condannati dovranno anche risarcire l'Associazione antimafia e antiracket e l'Associazione Caponnetto, che si sono costituite parte civile, con 2 mila euro ciascuna.
 

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