Giovedì, 13 Maggio 2021
Mafia

Graviano e le "cortesie" a Berlusconi, intercettazioni ammesse al processo sulla trattativa Stato-mafia

Il padrino è detenuto al 41 bis dal 1994. La procura ha captato le conversazioni del boss per quasi un anno nel carcere di Ascoli Piceno

Ansa Foto

Si arricchisce di un nuovo capitolo il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. La Corte d'assise di Palermo, accogliendo la richiesta della procura, ha disposto la trascrizione delle conversazioni in cui il boss Giuseppe Graviano parla in carcere con il detenuto Umberto Adinolfi proprio dei presunti favori fatti all'ex premier Silvio Berlusconi. 

Graviano è detenuto al 41 bis dal 1994. La procura ha intercettato le conversazioni del boss per quasi un anno nel carcere di Ascoli Piceno. La corte adesso ha accolto l'istanza per 21 conversazioni. "Berlusconi - ha detto Graviano - mi chiese una cortesia. Nel '92 già voleva scendere… voleva tutto, ed era disturbato, perché era… acchianavu (sono salito, ndr)… nei… con quello…".

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