Il boss Gaetano Badalamenti e quei funzionari e onorevoli alla sua corte

Dagli atti desecretati dalla Commissione parlamentare antimafia emergono gli strani incontri che nel 1970 il mafioso ebbe con funzionari del ministero dell'Interno, della prefettura e della questura di Milano e forse pure con un magistrato. Mentre era confinato in Basilicata, intercettata anche la chiamata con un politico

Il boss di Cinisi Gaetano Badalamenti

Nonostante il soggiorno obbligato in varie zone d’Italia, nonostante fosse ritenuto “pericoloso” in quanto “compare di Luciano Liggio” e “trafficante internazionale di stupefacenti”, il boss Gaetano Badalamenti nel 1970 aveva ricevuto visite molto particolari, come quelle di funzionari del ministero dell’Interno, della prefettura e della questura di Milano e forse pure di un magistrato. Ed aveva pure parlato al telefono con un misterioso “onorevole”. E’ un’altra pagina che emerge dagli atti desecretati in questi giorni dalla Commissione parlamentare antimafia, guidata da Nicola Morra.

Nel rapporto giudiziario del 20 settembre 1971, diventato pubblico, nell’ambito delle indagini sulla sparizione del giornalista de “L’Ora”, Mauro De Mauro, avvenuta il 16 settembre 1970, gli inquirenti dell’epoca avevano tenuto sotto controllo tutti i movimenti del mafioso di Cinisi. Un collega e conoscente del cronista, infatti, aveva dichiarato di averlo visto nei mesi precedenti alla scomparsa con “uno sconosciuto ‘equivoco’, ‘somigliante a Gaetano Badalamenti’”.

Per motivi di sicurezza, il boss nel 1970 era stato confinato tra Velletri (Roma), Macherio (Milano) e Carciano (Matera) e questo non gli avrebbe però impedito di continuare a gestire i suoi affari, di vedere parenti e “amici”. Tanto che il 17 giugno era stato denunciato a Milano perché trovato su un’Alfa Romeo 1750 in compagnia nientemeno che di Tommaso Buscetta, Giuseppe Calderone e Gerlando Alberti, “u paccarè”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

A Macherio, come emerge dal rapporto desecretato, Badalamenti “era stato calorosamente raccomandato all’albergatore da tale dottor ‘Gargea’ (non ancora identificato, ma pare funzionario della questura di Milano da qualche tempo in pensione); in luglio aveva ricevuto la visita di certo ‘Pellerito’ (non ancora identificato ma sembra funzionario in pensione della prefettura di Milano), di tale ‘don Ciccio’ o ‘don Sisto’ (non ancora identificato, ma vuolsi funzionario in servizio al ministero dell’Interno)”. Inoltre “più volte aveva ricevuto visita di tale ‘Cusumano’ o ‘Cusimano’ (suo compaesano, forse magistrato)”. Mentre Badalamenti si trovava invece a Calciano, il 25 ottobre, ovvero poco più di un mese dopo la scomparsa di De Mauro, “verso le 12 aveva telefonato ad un ‘onorevole’ affermando: ‘Sono un pallone gonfiato… Mi avete mandato qua… Io non so niente di tutto quello che è successo’”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • L'entrata da Mondello, poi il volo su via Libertà: attesa per l'esibizione delle Frecce Tricolori

  • Donna incinta positiva al Coronavirus ricoverata al Cervello: è tornata a Palermo da Londra

  • Mega rissa a Ballarò, in trenta si affrontano a pugni e sprangate: ferito anche un bambino

  • Coronavirus, finalmente ci siamo: per la prima volta zero contagi in Sicilia

  • Strage Capaci, Emanuele Schifani e quel papà mai conosciuto: "Non provo odio ma tanta rabbia"

  • Negativa a 3 tamponi, torna positiva al Covid: "Così sono ripiombata nell'incubo"

Torna su
PalermoToday è in caricamento