Martedì, 23 Luglio 2024
Mafia Belmonte Mezzagno

Mafia a Belmonte Mezzagno, archiviata l'inchiesta a carico di un presunto affiliato al clan

Pietro Pizzo era finito in carcere con il blitz "Limes" di aprile dell'anno scorso ed era poi tornato libero dopo alcune settimane perché il tribunale del Riesame aveva annullato integralmente l'ordinanza di custodia cautelare per carenza di gravi indizi di colpevolezza. Adesso l'indagine a suo carico è stata chiusa

Era finito in carcere con l'operazione "Limes" contro il clan di Belmonte Mezzagno il 7 aprile dell'anno scorso con l'accusa di associazione mafiosa ed era stato poi scarcerato due settimane dopo dal tribunale del Riesame. Adesso l'inchiesta a carico di Pietro Pizzo (difeso dall'avvocato Manfredi Novara) è stata del tutto archiviata dal gip Antonella Consiglio: gli elementi raccolti non sarebbero sufficienti a sostenere l'accusa.

A capo del clan - dove negli ultimi anni si sono verificati alcuni omicidi - ci sarebbe stato, secondo la Procura, Agostino Giocondo, che avrebbe "curato il mantenimento dell'ordine pubblico e, assieme agli altri indagati, anche la risoluzione di controversie tra privati", oltre a provvedere al mantenimento dei carcerati. Secondo l'ipotesi iniziale della Procura, Pizzo avrebbe aiutato proprio Giocondo nelle sue incombenze.

Nello specifico a Pizzo veniva contestato di essersi adoperato per il recupero delle trecce d'aglio rubate ad un ambulante e anche di aver mediato nell'acquisto di un'auto. Episodi ricostruiti attraverso delle intercettazioni, il cui significato, in alcuni casi - come ha sostenuto la difesa - sarebbe stato travisato. Tesi che erano state accolte dal Riesame, che aveva totalmente annullato l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Pizzo. Per il quale ora è stata disposta l'archiviazione.

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