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Mafia, i commercianti di Borgo Vecchio si ribellano al pizzo: 7 arresti

L'operazione è stata condotta dai carabinieri e rappresenta lo sviluppo dell'indagine "Panta Rei" che il 16 dicembre 2015 ha consentito di azzerare i mandamenti di "Porta Nuova" e "Bagheria". Coinvolto anche un consigliere comunale della provincia

Ogni mese i commercianti di Borgo Vecchio ricevevano la "visita" di boss e gregari, pronti a riscuotere il pizzo. Pagamenti puntuali, da versare anche in occasione delle feste comandate: Pasqua e Natale. Ma gli esercenti hanno infranto il muro dell'omertà e stamani i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito sette arresti. Gli indagati devono rispondere di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. (VIDEO)

Le manette sono scattate ai polsi di: Antonino Abbate, 38 anni; Gaspare Parisi, 38 anni; Vincenzo Vullo, 41 anni; Giuseppe Minardi, 68 anni; Salvatore Ingrassia, 51 anni; Bartolomeo Militello, 68 anni e Salvatore Martorana, 69 anni, consigliere comunale di Santa Flavia. Secondo l'accusa, Martorana avrebbe avuto contatti con esponenti mafiosi con i quali si sarebbe reso complice dell'estorsione  a un imprenditore per la compravendita di un terreno destinato alla realizzazione di immobili. Martorana è componente della commissione Sviluppo economico e Pianificazione del territorio.

Pizzo al Borgo, le foto degli arrestati

L'indagine nasce dall'operazione “Panta Rei” che il 16 dicembre 2015 ha consentito di azzerare la capacità operativa dei mandamenti di “Porta Nuova” e di “Bagheria” con l'arresto di 38 persone, tra capi e gregari. "Dalle investigazioni - spiegano i carabinieri - è emerso in maniera chiara che l’attività estorsiva, oltre a essere strumento attraverso il quale Cosa nostra esercita il controllo sul territorio, continua a essere una forma di sostentamento primario per il sodalizio mafioso".  I militari hanno documentato sette episodi ai danni di commercianti e imprenditori "costretti al versamento di significative somme di denaro, con cadenza mensile o in occasione delle festività di Pasqua e di Natale. La maggior parte delle attività commerciali 'messe a posto' sono a Borgo Vecchio, storico quartiere ed enclave mafiosa dove, con inedita determinazione, gli operatori economici hanno deciso di infrangere il muro dell’omertà e di fornire ampia collaborazione agli inquirenti".

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