Venerdì, 30 Luglio 2021
Mafia

Traffico di droga, prostituzione e violenze: "mafia nigeriana", 14 condanne

Gli imputati erano finiti in manette nel 2016 nell'ambito dell'operazione "Black Axe". Il gup ha inflitto, complessivamente, 90 anni di carcere. La "centrale operativa" era a Ballarò e agiva con il nulla osta di Cosa nostra

Quattordici condanne per novant'anni complessivi di carcere. Si chiude così in primo grado il processo nato dall'operazione "Black Axe", portata a termine nel novembre 2016 contro la mafia nigeriana. Alla sbarra gli esponenti di quella che è stata dipinta dagli investigatori come un'organizzazione agguerrita e strutturata, che agiva nel popolare quartiere di Ballarò. Per gli inquirenti è organizzata come un esercito, con capi, ruoli e poteri ben definiti e oggi è stata riconosciuta l'aggravante dell'associazione mafiosa.

Il gup Claudia Rosini ha condannato Alaye Samson Obama e Ibrahim Yusif a 14 anni; 8 anni per Osayi Idemudia; 6 anni per Kennet Osahon Aghaku, Steve Osagie, Sylvester Collins; 4 anni e 8 mesi mesi per Evans Osayamwen e Vitanus Emetuwa; 4 anni e 5 mesi per Lucky Monye, Nosa Inofogha, Victor Jude e Efe Airbe; 2 anni e 8 mesi per Austine Johnbull. Inflitti 3 anni e 4 mesi a Edith Omoregie (unica donna sotto processo, per cui è caduta l'ipotesi di associazione mafiosa). Austine Johnbull, dopo l'arresto, ha deciso di collaborare, divenendo il primo pentito a svelare a magistrati e investigatori i segreti - e i riti - di Black Axe, nata in Nigeria negli anni Settanta. Stessa scelta fatta anche da Nosa Inofogha e Evans Osayamwen.

"Violentato tutta la notte con un tubo di ferro": i retroscena

L'ammissione all'organizzazione è subordinata a un rito di affiliazione, cui segue l'assunzione di ruoli ben definiti. Traffico di droga e tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione sono gli affari principali, portati avanti sullo sfondo di pratiche mistico-religiose. Dalle indagini è emerso che la mafia palermitana "sopportava" l'organizzazione criminale dei "colleghi" nigeriani purchè rimanessero nel loro ambito di "competenza" e non tentassero di prendere troppo piede.

L'uscita degli arrestati dalla Questura | Video

Nel processo contro la mafia nigeriana il Comune si era costituito parte civile. “Apprendiamo con grande soddisfazione - dichiarano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle Attività sociali, Giuseppe Mattina - delle dure condanne ai membri della Black Axe che si sono vergognosamente resi protagonisti del controllo del mercato della prostituzione nigeriana e  dello spaccio di droga tra i loro connazionali a Palermo. Oggi celebriamo la conclusione di un triste momento di vita ma assolutamente importante per la libertà delle donne nigeriane dalla schiavitù e dal dolore”.

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