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Giovedì, 20 Giugno 2024
Mafia

Audizioni dell'Antimafia: "I fuochi d'artificio? Così i boss festeggiano la scarcerazione dei detenuti"

Lo ha detto il presidente della commissione Antonello Cracolici al termine di un incontro in prefettura servito a fare una mappatura della della criminalità organizzata. Sentiti i vertici di Procura e forze dell'ordine. "L'arresto di Messina Denaro è stato un successo innegabile dello Stato, anche se è arrivato in ritardo"

"L'arresto di Messina Denaro, l'ultimo grande stragista che era ancora libero, è stato un successo innegabile dello Stato, arrivato a questo risultato pur se con grande ritardo. E' chiaro, però, che la mafia non è sconfitta. Cosa nostra è indebolita, ha difficoltà a riorganizzarsi ma è presente in maniera diffusa nei quartieri di Palermo".

Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente della commissione Antimafia dell'Ars a margine delle audizioni della commissione in prefettura. Un incontro servito a fare una mappatura della presenza della criminalità organizzata nelle province siciliane. 

"Spesso di sera  - ha aggiunto Cracolici - i palermitani possono vedere dai tetti delle loro abitazioni fuochi d'artificio: non sono feste religiose ma un modo per festeggiare la scarcerazione di detenuti rimessi in libertà dopo anni di condanne. Un ritorno in libertà che spesso coincide con il ritorno al crimine. Per questo ribadisco la lotta a Cosa nostra continua e la partita è tutt'altro che chiusa". 

L'incontro con il prefetto, Maria Teresa Cucinotta, e il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza segue quello tenuto dalla commissione nel Ragusano, ad Acate. Durante le audizioni sono stati ascoltati il questore Leopoldo Laricchia, il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe De Liso, il comandante provinciale della Guardia di finanza, Domenico Napoletano, e il capo centro della Direzione investigativa antimafia di Palermo, Alessandro Mucci.

Alla seconda tranche di audizioni hanno partecipato il procuratore generale presso la corte di Appello di Palermo, Lia Sava, e il procuratore capo, Maurizio De Lucia. Subito dopo la commissione ha ascoltato i sindaci del Palermitano su questioni relative alla presenza della criminalità mafiosa nei territori.

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