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Niente documenti nel bunker di Messina Denaro, sequestrata la casa del vero Andrea Bonafede

Continua la caccia a covi e nascondigli che il superboss ha potuto utilizzare durante la sua trentennale latitanza. Nella stanza blindata di via Toselli individuata ieri scoperti anche gioielli. Al setaccio i due telefonini del mafioso e anche l'agenda trovata nella casa in cui ha vissuto negli ultimi mesi

Potrebbe essere soltanto uno dei tanti nascondigli utilizzati negli anni della sua lunga latitanza dal boss Matteo Messina Denaro, quello scoperto ieri dal Gico della guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri in via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara, a circa un chilometro dal covo di vicolo San Vito, dove il capomafia di Castelvetrano ha vissuto negli ultimi mesi. Nell'immobile vive la famiglia di Errico Risalvati, ex consigliere comunale di Castelvetrano, sfiorato da due inchieste per mafia, proprio per i presunti contatti con l'ex superlatitante. E' finita sotto sequestro anche la casa di Andrea Bonafede, l'uomo che ha prestato l'identità al mafioso e indagato per mafia, dove in via Cusmano 78, sempre a Campobello, vive con la madre.

Al bunker scoperto ieri - che si ipotizza possa essere stato ripulito in quanto all'interno, oltre a gioielli e quadri, sono state ritrovate diverse scatole vuote - si è arrivati anche attraverso indagini (compiute in tempi record) di tipo catastale e sui lavori di ristrutturazione che erano stati compiuti recentemente nel palazzo. Gli inquirenti non hanno trovato documenti. Utili sono stati anche la rilettura di atti giudiziari e del materiale raccolto in altre indagini che, alla luce della cattura, assumono altri contorni. Risalvati, inoltre, era un personaggio già noto agli investigatori.

La stanza segreta, nascosta dietro ad un armadio dal fondo scorrevole, si trova al piano terra dell'abitazione a più piani. All'interno non c'erano letti o altri mobili. Sarebbe stata usata quindi soltanto per custodire oggetti e forse carte scottanti e al massimo tenuta in considerazione da Messina Denaro per nascondersi in caso di emergenza. Al primo piano dell'immobile vive invece la famiglia Risalvati.

Proprio il fatto che la casa sia stata abitata e che sono trascorse 48 ore tra il ritrovamento del bunker e l'arresto del boss fa ipotizzare agli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido, che qualcosa possa essere stato portato via prima del blitz di ieri pomeriggio.

A Messina Denaro sono stati sequestrati anche due cellulari, oltre ad un'agenda ritrovata nel covo di vicolo San Vito. Ed è anche da questo materiale che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la rete di relazione, contatti e protezione, che ha già fatto finire sotto inchiesta proprio Andrea Bonafede, il geometra di 59 anni, due medici che lo hanno avuto in cura, Alfonso Tumbarello, e l'oncologo Filippo Zerilli, e l'autista Giovanni Luppino, che è stato bloccato con lui lunedì scorso alla clinica Maddalena.

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