Mafia Bagheria

Mafia, gestiva i rapporti tra i boss di Bagheria e Trapani: arrestato Paolo Liga

Era latitante dal 2 novembre scorso, quando era sfuggito alla cattura nell'ambito dell'operazione "Reset 2" che aveva portato in carcere 21 persone

I carabinieri della compagnia di Bagheria, coadiuvati dalla stazione di Castellammare, dalla compagnia di Alcamo e dal Ros di Palermo hanno messo fine alla latitanza di Paolo Liga, sfuggito alla cattura nell'ambito dell'operazione "Reset 2" che a novembre aveva portato in carcere 21 persone (LE INTERCETTAZIONI - VIDEO).

Pluripregiudicato, 49 anni, è stato fermato a Castellammare del Golfo (TP) e deve rispondere "di un’estorsione ai danni di un imprenditore edile, aggravata dalla modalità e dalla finalità di agevolare Cosa nostra". Liga è considerato uno degli esponenti della famiglia mafiosa di Bagheria e "viene ritenuto nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, un personaggio di estremo rilievo negli equilibri della consorteria in quanto soldato che, in virtù dei posseduti legami di parentela e frequentazioni, avrebbe per lungo periodo operato come fulcro del collegamento tra il mandamento di Bagheria ed elementi di spicco della mafia trapanese".

"Liga - spiegano i carabineri - appartiene a una famiglia tradizionalmente contigua ad ambienti mafiosi, in quanto nipote diretto di Giuseppe Scaduto, in carcere dal 2008 poiché ritenuto capo del mandamento di Bagheria, e fratello di Pietro Liga in carcere poiché soldato della medesima consorteria e destinatario, da ultimo, della custodia cautelare in carcere nell’ambito delle Operazioni Libeccio dell’agosto 2015 (per aver tentato, in carcere, di estorcere del denaro a un altro detenuto) e Reset 2, per numerose estorsioni perpetrate". Già accusato, in passato, di aver organizzato un traffico internazionale di droga tra Italia e Stati Uniti, Liga ha precedenti penali per traffico di stupefacenti, per aver organizzato e diretto un traffico di droga attivo nelle province di Palermo e Trapani, ed evasione.

Oltre a Liga, è stato arrestato anche Natale Farina, 43 anni. L'uomo, proprietario della casa in cui si nascondeva Liga, è accusato di favoreggiamento personale. "Pregiudicato, fratello del cognato di Liga - spiegano gli inquirenti - è accusato di aver fornito a quest’ultimo supporto logistico favorendone la latitanza".

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