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Sfuggito al blitz antimafia al Borgo Vecchio, preso e arrestato un altro indagato

I carabinieri hanno bloccato Giuseppe D'Angelo nell'ambito dell'operazione "Resilienza 2". Ieri risultava irreperibile. Per lui il gip ha disposto i domiciliari. E' accusato di aver trattato l'acquisto di una partita di 5 chili di hashish con i figli del boss Nicola Ingarao, ucciso nel 2007

E' accusato di aver acquistato dai figli del boss Nicola Ingarao, ucciso nel 2007, quasi cinque chili di hashish per 18 mila euro, il 24 febbraio dell'anno scorso. Giuseppe D'Angelo, 27 anni, coinvolto nell'inchiesta "Resilienza 2" che ha portato a 12 arresti, è stato rintracciato dai carabinieri - ieri era irreperibile - ed è stato posto ai domiciliari, come da ordinanza di custodia cautelare del gip Filippo Serio.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Salvatore De Luca, D'Angelo, assieme ad un altro degli arrestati, Nicolò Di Michele, avrebbe trattato con Jari Massimiliano, Danilo e Gabriele Ingarao, la compravendita di una partita da 4 chili e 800 grammi di "fumo". L'affare sarebbe stato concluso per la cifra di 18 mila euro. 

 

Quello sulla droga gestita dai boss di Porta Nuova e nello specifico da quelli del Borgo, è proprio il capitolo centrale dell'operazione antimafia di ieri. Nel primo filone di "Resilienza" era invece emerso il controllo delle feste di quartiere, addirittura l'imposizione di determinati cantanti neomelodici e l'ingerenza di Cosa nostra nell'ambito del tifo rosanero, oltre alle richieste di pizzo a commercianti e imprenditori. Uno degli ultrà, peraltro, avrebbe anche sfruttato una donna a lui molto vicina - e dipendente di un ente regionale - e l'avrebbe fatta prostituire, con tanto di annuncia hot sui siti di escort e alcove sparse tra la città e Catania. 

Nel frattempo, attraverso l'avvocato Giovanni Castronovo, il capo ultrà Johnny Giordano, indagato in "Resilienza 2" per concorso esterno in associazione mafiosa, fa sapere che ha "appreso con stupore" dalla stampa dell'inchiesta a suo carico e afferma: "Non conosco al momento la portata delle accuse che mi vengono elevate non avendo ricevuto la notifica di alcun provvedimento. Fiducioso dell'operato della magistratura e con animo sereno, consapevole della mia assoluta estraneità ai fatti contestatimi, dopo aver letto gli atti giudiziari, sarò disponibile a fornire il mio contributo agli inquirenti al fine di poter consentire di accertare in tempi brevi la verità".

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