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Martedì, 4 Ottobre 2022
Mafia

"Voto di scambio politico-mafioso": arrestato Salvatore Ferrigno, candidato alle Regionali con gli Autonomisti

L'esponente del centrodestra, con un passato da deputato nazionale in Forza Italia, avrebbe pagato un boss in cambio dell'appoggio elettorale. In carcere anche Giuseppe Lo Duca, ritenuto dagli investigatori membro della famiglia di Carini, e l'intermediaria, Piera Loiacono. Perquisizioni in corso dei carabinieri coordinati dalla Dda

Nuovi arresti alla vigilia del voto. A due giorni dall'election day, i carabinieri del comando provinciale hanno arrestato Salvatore Ferrigno, 62 anni, candidato alle Regionali con Popolari e Autonomisti di Raffaele Lombardo, lista della coalizione di centrodestra che sostiene l’aspirante governatore Renato Schifani nella corsa a Palazzo d'Orleans.

L'accusa è quella di scambio elettorale politico-mafioso. Assieme a Ferrigno, ex deputato nazionale con Forza Italia, sono finiti in carcere Giuseppe Lo Duca, ritenuto dagli investigatori esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini, e Piera Maria Loiacono. Quest'ultima, un'insospettabile, avrebbe fatto da intermediaria tra il politico e la mafia. Sono stati il procuratore aggiunto Paolo Guido e i sostituti Giovanni Antoci e Alfredo Gagliardi della Direzione distrettuale antimafia di Palermo a chiedere e ottenere l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Fabio Pilato. I militari del Nucleo investigativo, guidati dal tenente colonnello Salvatore Di Gesare, stavano addosso a Ferrigno da mesi. 

A sostegno dell’accusa ci sarebbero diverse intercettazioni ambientali, telefoniche e fotografie scattate durante i pedinamenti, alcune di pochissimi giorni fa. L’inchiesta nasce da un'indagine sui clan mafiosi della provincia di Palermo. E' da qui che è emerso il nome di Ferrigno - da 40 anni negli Usa, dove fa il broker assicurativo - che, grazie alla mediazione della donna, avrebbe stretto un patto con il mafioso in cambio di soldi: 5 mila euro (inizialmente la richiesta sarebbe stata di 20 mila) "per quattro paesi" della zona. Questo sarebbe stato l'impegno garantito per le Regionali. 

Soldi e favori in cambio di voti. "La vicenda, come altre emerse in recenti indagini, appare rivelatrice di un ritorno a un passato di certo non lontano, quello di Cosa nostra e dei suoi rapporti con il mondo della politica e di altri settori nevralgici del Paese, che ha segnato la storia, anche quella più recente, della Nazione". A scriverlo è il pool di magistrati che ha chiesto e ottenuto l'arresto di Salvatore Ferrigno. Quanto emerso dalle indagini, scrive la Procura di Palermo, "impone un ineluttabile e urgente intervento di natura cautelare atto a scongiurare il pericolo che il diritto-dovere del voto, per le imminenti elezioni del 25 settembre, sia definitivamente trasfigurato in merce di scambio assoggettata al condizionamento e all’intimidazione del potere mafioso".

Lo scorso giugno, in occasione delle amministrative di Palermo, erano state arrestate quattro persone in due distinte operazioni. Ieri Barbara Mirabella, candidata catanese di Fratelli d’Italia. Nella notte il nuovo blitz e ancora adesso sono in corso delle perquisizioni. Ferrigno, eletto alla Camera dei deputati nel 2006 con Forza Italia nella circoscrizione italiani all’estero “America settentrionale e centrale”, ha fatto parte della commissione Difesa. E' stato tra i fondatori dell’associazione "Azzurri nel mondo of California". Nel 2008 l'allora governatore siciliano Raffaele Lombardo lo nominò consulente per i rapporti tra la Regione e i siciliani nel mondo. Da lì si avvicinò agli autonomisti, con cui si è candidato alle Regionali.

Chi è Piera Maria Loiacono

A fare da intermediario tra il boss di Carini sarebbe stata Piera Maria Loiacono (nella foto allegata insieme a Ferrigno), anche lei arrestata nel blitz. La donna, secondo gli investigatori, si è rivelata una "figura perfettamente trasversale tra il mondo della politica e quello mafioso". "Una donna intrisa di una sconcertante 'cultura mafiosa'", scrivono i pm nella richiesta di misure cautelari. Ex assessore della giunta comunale di Campofelice di Fitalia, nel 2017, era stata candidata come outsider alla presidenza della Regione Siciliana con il sostegno del movimento politico 'Libertas' e dei liberal socialisti. L'indagata, che proprio ieri sera si sarebbe trovata in compagnia di Ferrigno, sui social ha scritto: "Forza Totò! Noi abbiamo già vinto per le persone che siamo, leali ed onesti. Noi con la Sicilia, Sempre 

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