A nuoto o in barca a remi: quei summit segreti in alto mare col boss Giulio Caporrimo

Nell'inchiesta "Teneo" i carabinieri hanno documentato diversi incontri mafiosi avvenuti nel golfo di Sferracavallo per evitare intercettazioni e sguardi indiscreti. Secondo la Procura, però, il clan di Tommaso Natale avrebbe usato spesso anche un panificio, all'interno del quale sarebbero stati smistati pure pizzini

“Com’è il mare?”, così avrebbe chiesto semplicemente il boss Giulio Caporrimo al titolare del rimessaggio di Barcarello. Non per fare una gita ma per organizzare summit mafiosi tra le acque del golfo di Sferracavallo, lontano da potenziali microspie e occhi indiscreti. E per arrivarci al gommone di Caporrimo c’era chi era disposto a farsela a nuoto o ad usare una barca a remi. Come emerge dall’inchiesta “Teneo”, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Francesco Gualtieri, gli appuntamenti sarebbero avvenuti anche nel panificio di via Sferracavallo gestito da un altro degli arrestati, Francesco Paolo Liga.

Gli incontri riservati in alto mare non sono proprio una novità: sempre i carabinieri, infatti, avevano documentato un importante summit tra boss di Passo di Rigano e affiliati alla mafia di New York nell’inchiesta “New Connection”, messa a segno a luglio dell’anno scorso. Un trucco che sarebbe usato dai mafiosi per sottrarsi ai controlli costanti da parte delle forze dell’ordine e che in parte funziona: gli inquirenti riescono infatti di solito a documentare pienamente gli incontri, ma difficilmente ad intercettare le conversazioni.

"Figlioccio, com'è il mare?"

E’ l’11 aprile del 2017 quando Caporrimo di buon mattino chiama il gestore del rimessaggio di Barcarello e chiede: “Ciao figlioccio, ma dimmi una cosa, ma oggi… mare forza olio? Mi fai sapere? In tal caso scendo...”. Pochi minuti dopo arriva la risposta: “Allora parrì, è buono il mare, buono, buono”. Caporrimo insiste: “Ma buono buono? Come l’altra volta?” e l’altro: “Al momento è buono, magari vero le 10 e mezza 11 può essere che scende un po’ di vento di giornata”. Così il boss si decideva: “Io incomincio ad avviare, figlioccio”. Tuttavia, secondo gli inquirenti, Caporrimo avrebbe poi cercato di depistare potenziali inquirenti, perché richiamava il gestore e gli diceva: “Niente, vediamo domani o dopodomani… No, no, oggi, ma… Mi vado a fare la doccetta e vado a lavorare un po’”.

"Faccio tardi, dillo a mia cugina..."

Solo che quello stesso giorno alle 10.22 al rimessaggio si presentava Nunzio Serio e poi, alle 10.53 proprio Caporrimo. Successivamente è stata intercettata una telefonata di Francesco Paolo Liga a Vincenzo Billeci, in cui il primo comunicava che avrebbe tardato, usando un linguaggio criptico: “Ci dici a mia cugina – diceva infatti Liga – che casomai più tardi, alle 18 ci vediamo… pazienza, ci dici che gli volevo dare un fiorellino” e Billeci: “Eh ma infatti, la barba però, voglio dire, ti vedo la barba lunga… vai a farti la barba”. E Liga: “Sto scherzando, siccome avevo appuntamento con mia cugina, ci dici più tardi… male che vada ti faccio sapere e rinviamo a domani mattina, digli che la voglio bene pure”. Alle 11.42 i carabinieri documentano l’arrivo di Billeci al rimessaggio, che raggiunge Caporrimo e Serio. L’incontro si sarebbe concluso intorno alle 12.10.

La nuotata per raggiungere il boss

Un altro summit sarebbe avvenuto il 20 giugno del 2017. Caporrimo “in quei giorni – scrivono i carabinieri – aveva allestito un piccolo bar con un furgoncino attrezzato” nel rimessaggio di Barcarello. Questa volta Caporrrimo e Serio si sarebbe incontrati addirittura durante la balneazione: “I due mafiosi infatti – dicono gli inquirenti – prendevano il mare a bordo di due diverse imbarcazioni, salvo poi incontrarsi durante la balneazione nel golfo di Sferracavallo” e Serio avrebbe raggiunto il mezzo di Caporrimo a nuoto.

I tre gommoni nel golfo

Il 4 luglio, sempre nel golfo di Sferracavallo, vi sarebbe stata un altro appuntamento in mare, tra Serio, Caporrimo e Amedeo Romeo “nel frattempo scarcerato per fine pena”, come sottolineano gli inquirenti. Come annotano i carabinieri “i tre mafiosi accostavano le rispettive imbarcazioni, soffermandosi a lungo in mare, vicino al molo di Sferracavallo”.

L'arrivo in barca a remi

Il giorno dopo un altro incontro sarebbe avvenuto tra Serio e Caporrimo, sempre su un gommone e sempre in mezzo al mare. In questo caso il primo avrebbe però raggiunto l’altro servendosi di un’imbarcazione a remi. Il 6 luglio, Serio avrebbe raggiunto nuovamente a nuoto il gommone di Caporrimo. E poi sarebbe stato immortalato a bordo di un acquascooter assieme a Romeo. Il 7 luglio, stavolta nel rimessaggio, Caporrimo avrebbe incontrato un altro boss, Pietro Salsiera. I carabinieri hanno intercettato soltanto i convenevoli: “Un poco di caffè lo vuoi, una granita?” chiedeva Caporrimo e Salsiera si complimentava con lui: “Un ragazzino sembri”.

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I summit nel panificio

Il 15 aprile 2017, vi sarebbe stata una riunione tra Liga, Caporrimo e Serio, stavolta nel panificio di via Sferracavallo del primo. Così come sarebbe accaduto anche il 20 aprile ed in diverse altre circostanze. In un caso i militari hanno anche documentato il passaggio di un pizzino.

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