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Giovanni Caruso mentre esce dalla villa di via Altofonte del boss Giuseppe Calvaruso

Giovanni Caruso mentre esce dalla villa di via Altofonte del boss Giuseppe Calvaruso

Il presunto braccio destro del boss di Pagliarelli ha il Covid: per ora niente carcere

Giovanni Caruso, fermato domenica con l'operazione "Brevis" assieme a Giuseppe Calvaruso appena tornato dal Brasile, non è mai stato portato in cella: è in isolamento con la famiglia. Per lui slitterà anche l'udienza di convalida fissata per domani mattina

Nonostante il fermo emesso il giorno di Pasqua, uno degli indagati, Giovanni Caruso, finora non ha trascorso neanche un minuto in carcere: il presunto braccio destro del boss di Pagliarelli, Giuseppe Calvaruso, bloccato a Punta Raisi appena tornato dal Brasile, ha infatti il Covid ed è chiuso nella sua abitazione del Villaggio Santa Rosalia assieme al resto della sua famiglia.

Domani mattina, davanti al gip Piergiorgio Morosini, si terrà l'udienza di convalida del provvedimento firmato dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Federica La Chioma e Dario Scaletta per Calvaruso, Silvestre Maniscalco, Francesco Paolo Bagnasco e Giovanni Spanò. Ma non per Caruso che per il momento deve stare appunto in isolamento. Il suo interrogatorio slitterà quindi ai prossimi giorni.

Con l'inchiesta "Brevis" dei carabinieri, la Procura ritiene di aver individuato in Calvaruso il "successore" alla guida del mandamento di Pagliarelli del vecchio boss Settimo Mineo, arrestato a dicembre del 2018 e condannato per il tentativo di ricostituzione della Commissione provinciale di Cosa nostra. Secondo l'accusa, Calvaruso, anche dopo essersi trasferito in Brasile alla vigilia del lockdown, l'8 marzo dell'anno scorso, avrebbe continuato a occuparsi della gestione del clan proprio attraverso Caruso.

Dalle intercettazioni, inoltre, emerge che Calvaruso sarebbe stato socio occulto del ristorante "Carlo V" di piazza Bologni, di cui è titolare un altro indagato, Giuseppe Amato, che avrebbe messo a disposizione del boss anche una Porsche Cayenne, una Range Rover Sport, un gommone "Icon 28S" e pure una carta di credito. Attraverso Caruso, inoltre, Calvaruso avrebbe gestito la "Edil Professional srls".

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