Domenica, 1 Agosto 2021
Mafia

Blitz contro il clan di Partinico, il rimprovero del mafioso all'ex consigliere: "Ti devi stare buono"

Dalle intercettazioni dell'operazione Gordio emergono anche alcune telefonate in cui Antonino Primavera, già condannato due volte per 416 bis, nel 2018 chiedeva notizie sull'elezione del presidente del Consiglio. Poi avrebbe anche cercato il candidato, Vito Giuliano, e l'avrebbe richiamato all'ordine. Il Comune fu poi sciolto per infiltrazioni

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Gordio"

Due condanne per mafia e la vicinanza certa con i "Fardazza" di Partinico. Già vent'anni fa, dalle dichiarazioni di un pentito, Michele Seidita, erano emerse presunte ingerenze nella vita politica del comune alle porte di Palermo da parte di Antonino Primavera, ora - con il blitz Gordio che ha smantellato il clan - viene fuori che l'indagato avrebbe continuato ad intrattenere rapporti con rappresentanti dell'Amministrazione anche in tempi molto più recenti. Oggi Primavera è stato arrestato per droga, ma nell'ordinanza del gip Lirio Conti emergono anche degli strani interessi circa la vita politica, in particolare nel 2018, alla vigilia dell'elezione del presidente del Consiglio di Partinico. Compreso un rimprovero a un consigliere, Vito Giuliano. Dopo le dimissioni l'anno successivo del sindaco Maurizio De Luca, il Comune era stato sciolto proprio per inflitazioni mafiose.

La mancata elezione del presidente del Consiglio nel 2018

Nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Bruno Brucoli, Dario Scaletta e Alfredo Gagliardi, ci sono alcune telefonate tra Primavera e Nicola Lo Biundo, marito di un consigliere comunale, Caterina Di Liberto (nessuno dei due risulta indagato, ndr), che era stata eletta col sindaco nella lista "Idea Sicilia Popolari e Autonomisti". I due ragionano sul comportamento di un altro consigliere, Vito Giuliano, che per il suo atteggiamento, avrebbe fatto andare a monte la sua elezione a presidente del Consiglio. Non solo i due parlano di politica al telefono, ma - come hanno documentato i carabinieri - si sarebbero anche incontrati e Primavera avrebbe rimproverato Giuliano per il suo comportamento.

"Non si mettono d'accordo e non rispettano quello che viene detto a Palermo"

Il 10 luglio del 2018 Primavera diceva a Lo Biundo: "Ma dimmi una cosa, ho chiamato Vito (Giuliano, ndr), non ci sta, ci siamo sentiti questa mattina e non ci siamo sentiti più..." e l'altro: "Vito, minchia, io questa mattina l'ho visto che era là in Consiglio, poi non l'ho visto più perché se n'è andato... C'era mia moglie... perché non si è riusciti ad ottenere un nome per dare al presidente perché tutto quello che è stato detto a Palermo non è stato rispettato e niente, ora minchia, siccome il sindaco non è che è il tipo che si chiude in una stanza, per esempio, ieri sera c'è stata questa riunione di maggioranza, chiudi la stanza, qua non esce nessuno finché non c'è il presidente, almeno il nome del presidente... Non l'ha fatto, non era manco presente. Questa mattina è venuto fuori un casino perché non si possono mettere d'accordo e non rispettano manco quello che viene detto da Palermo, niente! Ora è da stamattina che sono riuniti, che vogliono fare, vogliono dire, però ancora sono là". 

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"Ha tutte le carte in regola ma si accende per tutto"

Primavera sottolineava: "Forse quello... a cadere secondo me... Vito" e Lo Biundo rispondeva: "Ma Vito ha avuto i suoi buoni motivi, ringraziamento, però dico non c'era bisogno di fare così, quando uno fa assai scruscio, hai capito? E fa rumore che vuole una cosa, poi gli altri, minchia, si mettono di traverso, non te la fanno avere, quindi... Secondo me Vito ha sbagliato nel senso che non doveva essere lui ad essere proposto, lo devono proporre loro. Siccome lui minchia dico è, perdonami, è persona perbene, è buona, però minchia parla assai, deve stare chiuso e devi stare in silenzio, tranquillo, le cose andranno, perché lui aveva tutte le carte in regola per diventare... però minchia se gioca dall'altra parte, basta uno che passa e gli dicono una cosa, lui si accende tutto, cioè non devi prestare il fianco, devi stare bello diritto tranquillo".

"Lui cade facilmente, sempre così è stato"

L'indagato condannato per mafia chiedeva quindi a Lo Biundo se avesse parlato con Giuliano: "Gli ho parlato due o tre ore domenica, minchia me lo portavo sempre appresso, chi passava passava si litigava con lui. Ma possibile mai che ti attacchi con tutti? Ma lasciali quelli, i babbi capiscono che lui se la prende e succedeva l'opera... Arrivato a un certo punto, me ne sono andato incazzato, ho detto, vabbè, andiamo, è inutile che stiamo qua, si sono presentati Zito, si sono presentati Di Trapani, tutti a girare e a sentire a lui che si litigava col coordinatore... E' una persona perbene, è una persona solare, però cazzo non prestare il fianco ogni minima strada perché poi sai che pensano? Pensano, ma scusa un attimo, io, sindaco, me lo devo mettere a lato per cinque anni, minchia, se tu fai tutto questo bordello, che cazzo vuole dire, che cazzo facciamo? Io me lo devo tenere cinque anni se gli salta in testa fa saltare tutto in aria, poi ha scritto una cosa, non lo so se gli è arrivata.... Lascia stare quello che scrive, ma le persone sono malvagie, ci giocano, ci sguazzano in questa cosa, hai capito? Per farlo cadere nell'errore e lui...". Conclude la frase Primavera: "Lui cade facilmente perché si accende, sempre così è stato".

I nomi di tutti gli indagati

"La politica è una cosa, l'amicizia un'altra"

Lo Biundo si rammarica: "Gli ho detto fai una cosa, stai bello tranquillo, in silenzio, però non ti buttare dall'altra parte, non ti esporre, cioè la politica non è amicizia, l'amicizia è una cosa la politica è un'altra cosa... Lui non c'è verso, uno poi diventa che non lo può difendere più, cioè tu lo sai la stima, era accanto a mia moglie, quello che abbiamo fatto tutti insieme, per me è un piacere, io sono stato il primo sostenitore per lui presidente però se lui fa così si espone. Perché il sindaco sai cosa fa? Qualunque azienda lo vede dice: 'Tu devi fare cinque anni il presidente, come fai?', hai capito? Non c'è nessuno, non c'è indirizzo, non c'è niente, infatti oggi non si sono neanche messi d'accordo a quello che dicono a Palermo, che dicevano i vari assessori regionali, ora sono chiusi lì per cercare di trovare un nome". Primavera chiedeva quindi: "Quando ci possiamo vedere?" e Lo Biundo proponeva di "avvicinare al panificio" gestito da Primavera.

"Ti devi stare buono, ti attacchi pure con i chiodi del muro!"

Al panificio, però, sarebbe arrivato prima Giuliano e le microspie intercettavano le parole di rimprovero di Primavera a Giuliano: "Ti devi stare buono, minchia ti attacchi pure con i chiodi del muro, ti sei fatto vedere pure con la...". A quel punto sarebbe arrivato anche Lo Biundo.

"Se tu vuoi allargare il consiglio comunale..."

Le intercettazioni, particolarmente disturbate, avrebbero comunque permesso agli inquirenti di captare nitidamente le parole "consigliere comunale" e "competizione politica" dalla conversazione tra l'indagato e il marito del consigliere comunale. Primavera dice tra l'altro: "Se tu vuoi allargare il consiglio comunale... competizione politica... La politica non è che la politica... interessi, minchia, un bordello succede".

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