Operazione "All In": sequestrate 8 società dal valore di 40 milioni, indagati altri due boss

Il giudice ha disposto i sigilli ad aziende operanti nel settore delle scommesse tra Palermo, Milano, Roma e la provincia di Salerno. Oltre agli 8 arrestati, la Procura aveva chiesto una misura cautelare anche per il capo della cosca di Pagliarelli, Settimo Mineo, e per lo storico esponente di Porta Nuova, Salvatore Milano

Il gip Walter Turturici, accogliendo le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Dario Scaletta, che coordinano l’indagine “All In” della guardia di finanza, ha disposto il sequestro di 8 aziende tutte operanti nel settore delle scommesse e dal valore di circa 40 milioni. Inoltre, i pubblici ministeri avevano chiesto una misura cautelare anche per i boss Settimo Mineo e Salvatore Milano, ma il giudice ha respinto l’istanza.

Le società sequestrate

Le società sequestrate si trovano tra Palermo, Roma, la provincia di Salerno e Milano. Si tratta, in città, della “Bet for bet srl” di via Ildebrando Pizzetti 44, della “Lasa Giochi srl” di via Leonardo da Vinci 235, della “Villageintralot srls” di via Verdinois 22, della “Ditta individuale Accardi Fabrizio” di via Altofonte 117, con luogo di esercizio in via Ernesto Basile 162, della “Ditta individuale Massaro Antonino” di viale Regione Siciliana Nord Ovest 2507, con luogo di esercizio in piazza Ballarò 10, ma anche della “Tierre Games srl” di via Panfilo Castaldi 10, a Roma, della “Gierre Games srl” di via Bixio 12 a Bellizzi, in provincia di Salerno, della “Gaming Management Group srl” di via Roberto Lepetit, a Milano.

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I due boss indagati

La Procura aveva chiesto una misura anche per il vecchio boss di Pagliarelli, Settimo Mineo, a processo perché ritenuto il successore di Totò Riina al vertice della nuova Cupola di Cosa nostra, smantellata dai carabinieri a dicembre del 2018, e per lo storico boss di Porta Nuova, Salvatore Milano. Il gip ha però deciso di non accogliere l’istanza. Disponendo invece il carcere per Francesco Paolo Maniscalco, Salvatore Rubino, Vincenzo Fiore, Christian Tortora e Salvatore Sorrentino, i domiciliari per Giuseppe Rubino, Antonino Maniscalco e Girolamo Di Marzo, ed il divieto di dimora a Palermo per Elio e Maurizio Camilleri.

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