Lunedì, 22 Luglio 2024
Mafia Villabate

Fermati il figlio del boss della Kalsa Lauricella e altri tre: "Volevano ricostituire la famiglia mafiosa"

Blitz dei carabinieri tra Palermo e Villabate. Dalle indagini, coordinate dalla Procura distrettuale antimafia, è emerso il tentativo di Cosa nostra di riaffermarsi sul territorio puntando su due capisaldi: estorsioni e spaccio di droga. Salvatore, figlio di Antonio "u scintilluni", stava preparando la fuga

All’indomani dell’operazione antimafia Cupola 2.0, e dopo alcune scarcerazioni, avrebbero provato a ricostituire la famiglia mafiosa di Villabate cercando di estorcere, come documentato dagli investigatori, alcune importanti realtà imprenditoriali. In prima fila c'era Salvatore Lauricella, 46 anni e figlio del boss della Kalsa Antonio (detto "u scintilluni"), già condannato. I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito il fermo di quattro persone indagate per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Oltre a Lauricella, gli altri coinvolti sono: Giovanni La Rosa, nato a Palermo, 54 anni; Francesco Terranova, nato a Villabate, 49 anni; Vito Traina, nato a Palermo, 35 anni.

Le indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia, culminate nell’operazione denominata "Luce", avrebbero consentito di "documentare la manovra di riassetto - si legge in una nota del Comando provinciale - posta in essere da alcuni elementi di vertice di Cosa nostra tornati in libertà dopo aver scontato le pene a cui erano stati condannati definitivamente". La famiglia mafiosa di Villabate, caduta in disgrazia dopo la collaborazione del pentito Francesco Colletti che ha svelato alcuni importanti retroscena, avrebbe cercato di riaffermarsi sul territorio evitando di colpire i commercianti e gli imprenditori economicamente più fragili, limitando furti e rapine e soprattutto controllando lo smercio al dettaglio di sostanze stupefacenti a Villabate.

Le indagini hanno poi subito un'accelerazione perché uno degli indagati, proprio Salvatore Lauricella, avrebbe tentato la fuga così da far perdere le proprie tracce. L'operazione "restituisce un quadro in linea con altre recenti misure cautelari, ovvero quello secondo cui Cosa nostra non si sarebbe affatto rassegnata a soccombere ma si sarebbe impegnata, attraverso il richiamo alle proprie regole, a riorganizzarsi per proporsi sul territorio con maggiore credibilità e autorevolezza". 

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