Domenica, 24 Ottobre 2021
Mafia

Mafia, il blitz contro i clan di Misilmeri e Belmonte Mezzagno: i nomi degli indagati

Sono 25 le persone coinvolte nell'operazione "Cassandra" dei carabinieri, tra cui 2 imprenditori accusati di favoreggiamento per aver negato il pagamento del pizzo. Per 14 il gip ha respinto la richiesta di custodia cautelare e uno dei presunti boss, Vincenzo Sucato, è nel frattempo morto in carcere per Covid-19

Sono in tutto 25 le persone coinvolte nell’operazione “Cassandra” dei carabinieri. Diversi degli indagati sono in realtà già in carcere o ai domiciliari e uno di loro, Vincenzo Sucato, che era recluso nel carcere della Dozza di Bologna, è persino morto nelle more dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare: è stato il primo detenuto a morire di Covid-19 in Italia, lo scorso primo aprile.

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Il gip Guglielmo Nicastro, su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dei sostituti Bruno Brucoli e Gaspare Spedale, ha disposto il carcere per 6 persone: Salvatore Sciarabba, 69 anni, e Giuseppe Bonanno,di 60, detto “Andrea”, di Misilmeri, entrambi già in carcere e sotto processo in seguito all’operazione “Cupola 2.0”, Stefano Casella, 41 anni, che era già agli arresti domiciliari, Carlo Noto, 55 anni, Claudio Nocilla, 44 anni, e Alessandro Imparato, di 43.

Ai domiciliari sono finiti invece Giuseppe Rizzo e Giuseppe Contorno, entrambi di 71 anni. Il giudice ha invece rigettato la richiesta dei pm per altre 14 persone:  Maurizio Crinò, 49 anni, che è comunque già detenuto per altro, Vincenzo Meli, 67 anni, Vincenzo Marono, 63 anni, e Maurizio Miloso, di 59, entrambi originari di Marano di Napoli,  Andrea Di Fede, 45 anni, Vincenzo Ganci, 55 anni (già detenuto per altro), Gaetano Billitteri, 49 anni, Fulvio Tutone, 56 anni, originario di Catania, Domenico Fuschi, 47 anni, Erasmo Desio, 41 anni, di Misilmeri, Gaspare Carella, 34 anni, Corrado Vasta, 34 anni, Girolamo Fontana, 61 anni, e Salvatore Marino, di 49.

Sono indagati a piede libero anche due imprenditori, Giovanni Cusimano e Filippo Tarantino: per loro l'accusa è di favoreggiamento perché, nel 2017, sentiti su presunte richieste estorsive, avrebbero negato davanti ai carabinieri di aver pagato il pizzo.
 

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