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Gli investigatori sulla scena del crimine dopo l'uccisione di Sciacchitano

Gli investigatori sulla scena del crimine dopo l'uccisione di Sciacchitano

Mafia, 6 arresti per la famiglia di Santa Maria di Gesù: ricostruito l'omicidio Sciacchitano

I carabinieri del Ros e comando provinciale di Palermo hanno eseguito sei provvedimenti di fermo nei confronti di altrettante persone accusate di omicidio, tentato omicidio e associazione mafiosa. I padrini erano tornati al voto, sia per eleggere i vertici che per decretare la morte di qualcuno

Duro colpo alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, dove i boss erano tornati a votare non solo per l’elezione dei vertici, ma anche per decretare chi dovesse pagare con la vita. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Palermo hanno eseguito sei provvedimenti di fermo, emessi dalla Procura Distrettuale di Palermo, nei confronti di altrettante persone (LEGGI I NOMI) accusate a vario titolo di omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa e reati in materia di armi.

LE FASI DELL'OMICIDIO SCIACCHITANO - INTERCETTAZIONI/VIDEO

Le indagini dell'operazione, denominata "Torre dei diavoli", hanno interessato la famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, inserita nell'omonimo mandamento, di cui è stato accertato il processo di riorganizzazione interna e la capacità militare culminata nell'omicidio di Mirko Sciacchitano, ucciso il 3 ottobre scorso, e nel ferimento di Antonino Arizzi. Sciacchitano aveva partecipato, solo poche ore prima della sua uccisione, al ferimento di Luigi Cona, legato allo stesso clan pur non essendone organico.

"Facciamo ad alzata di mano", la mafia vota i nuovi capi - INTERCETTAZIONI/VIDEO

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Un'uccisione decisa dai boss, intercettati all’interno di una sala da barba mentre di discutono di nuove votazioni. Furono loro a stabilire la morte di Sciacchitano, ucciso a colpi di pistola nei pressi di viale della Conciliazione, con i padrini ad assistere a distanza all’omicidio, seduti all’interno di un’auto. Le attività investigative hanno consentito di scoprire l'attuale gruppo di vertice, legittimato attraverso il ricorso ad elezioni con la partecipazione degli altri uomini d'onore, secondo una prassi in precedenza svelata solo dai primi collaboratori di giustizia negli anni '80.

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