Mercoledì, 4 Agosto 2021
Mafia

"La signora della droga e i narcos sudamericani": maxi condanne per il clan mafioso di Pagliarelli

Reggono anche in Appello le accuse che in primo grado avevano portato alle sentenze di colpevolezza per boss, gregari e spacciatori della cosca palermitana. Dall’inchiesta è emerso che il mandamento era guidato da un triumvirato. Il ruolo di Cettina Celano

Un frame delle intercettazioni dell'operazione Verbero

Erano finiti in manette nel 2015, al culmine dell'operazione antimafia Verbero. E ora, a distanza di tre anni, sono pesantissime le condanne confermate anche in Appello a boss, gregari, estorsori e spacciatori della famiglia mafiosa di Pagliarelli. Dall'inchiesta è emerso che il mandamento era guidato da una sorta di triumvirato: Vincenzo Giudice pra è stato condannato a 18 anni, Alessandro Alessi a 14 anni, Giuseppe Perrone a 14 anni e 4 mesi. I tre si erano divisi un ‘mandamento’ ricco, quello di Pagliarelli, centimetro per centimetro. Ognuno aveva la propria area di influenza. 

Reggono dunque le accuse che in primo grado portarono alle sentenze per la famiglia mafiosa di Pagliarelli. Dopo aver scoperto i canali che permettevano di portare droga da Napoli e dal Piemonte, i carabinieri nel 2015 riuscirono a sequestrare circa 250 chili di stupefacenti. Protagonista anche una donna, Concetta Celano, detta Cettina, condannata adesso a 12 anni. Quest’ultima siracusana ma da molti anni residente a Palermo era stata subito considerata dagli inquirenti la mente di un ingente traffico di droga tra il Piemonte e la Sicilia. Fu beccata con 5 chili di stupefacente in auto mentre tornava da un'udienza ed era il tramite con i cartelli sudamericani.

I clan avevano stabilito regole ferree per far fruttare al meglio lo spaccio. Traffico di droga ed estorsioni, con i tentacoli della mafia che si sono allungati fino al Policlinico. Le indagini scoperchiarono i "soprusi" del triumvirato mafioso che - nonostante il timore e la prudenza necessari per le denunce delle vittime del racket - avevano preferito non rinunciare all'imposizione della "messa a posto", arrivando a chiedere anche mezzo milione di euro a un imprenditore. Come è accaduto al titolare di un'impresa che stava realizzando dei lavori di ristrutturazione all'interno del Policlinico: dopo aver ricevuto la richiesta di una ingente somma di denaro,decise poi di denunciare tutto ai carabinieri.

Queste le altre condanne inflitte dalla corte: Tommaso Nicolicchia 13 anni e 4 mesi, Andrea Calandra 11 anni e 4 mesi, Vincenzo Bucchieri 5 anni e 2 mesi, Antonino Spinelli 10 anni, Carmelo Migliacico 4 anni, Pietro Abbate 3 anni, Matteo Di Liberto 12 anni, Aleandro Romano 12 anni, Alessandro Anello 12 anni, Rosario Di Stefano 2 anni e 8 mesi, Giosuè Castrofilippo 4 anni, Stefano Giaconia 8 anni, Giuseppe Giaconia 8 anni, Salvatore Sansone 12 anni, Giovan Battista Barone 10 anni, Carlo Grasso 4 anni e 4 mesi, Giuseppe Castronovo 4 anni, Giuseppe Di Paola 4 anni e 2 mesi, Giovanni Catalano 4 anni e 2 mesi, Giovanni Giardina 5 anni, Paolo Castrofilippo 3 anni, Domenico Nicolicchia 3 anni, Cosimo Di Fazio 6 anni, Angelo Milazzo 6 anni, Antonino Calvaruso 2 anni e sei mesi, Daniele Giaconia 3 anni, Francesco Ficarotta 2 anni e 2 mesi, Mauro Zampardi 3 anni. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"La signora della droga e i narcos sudamericani": maxi condanne per il clan mafioso di Pagliarelli

PalermoToday è in caricamento