Domenica, 20 Giugno 2021
Mafia

Collegamenti tra il clan di Messina Denaro e le famiglie palermitane: 16 arresti

Imponente operazione antimafia. In particolare sono stati accertati i collegamenti criminali tra il super latitante trapanese e la cosca di Brancaccio, quartiere che un tempo era feudo dei fratelli Graviano. Tra le accuse anche estorsione e rapina pluriaggravata

I carabinieri circondano una palazzina prima di fare irruzione

Nuovo schiaffo alla rete di fiancheggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. I carabinieri all'alba di oggi hanno portato avanti una imponente operazione antimafia: arrestate sedici persone ritenute vicine al boss trapanese. L'operazione dei carabinieri, denominata 'Eden 2', ha accertato anche i "collegamenti funzionali a progetti criminali comuni" tra il clan di Messina Denaro, ricercato dal 1993, e le famiglie palermitane. In particolare sono stati accertati i collegamenti criminali con la famiglia di Brancaccio, un tempo feudo dei fratelli Graviano, e quella di Bagheria. (GUARDA IL VIDEO) - (ASCOLTA LE INTERCETTAZIONI)

I RETROSCENA: "MATTEO" ORDINAVA, BRANCACCIO OBBEDIVA

Girolamo Bellomo è stato catturato intorno alle 5 del mattino a Palermo. I carabinieri del Ros circondano una palazzina di via Benedetto Marcello. Bellomo, detto Luca, 37 anni, è il marito di Lorenza Guttadauro, la nipote di Messina Denaro. Lei fa l'avvocato penalista, lui è un giovane uomo d'affari che svolgeva un ruolo importante nel clan. Appunti, agende, computer, telefonini: i Ros sperano anche nel dettaglio più insignificante per risalire al superboss latitante, accusato delle stragi del 1993 a Roma, Milano e Firenze.

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Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip di Palermo su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona ed altri reati aggravati dalle finalità mafiose. Le manette sono scattate tra Palermo e Trapani. Le indagini "hanno confermato il ruolo di vertice di Messina Denaro nella provincia di Trapani per il controllo di interessi illeciti ma anche i suoi legami con le cosche di Palermo". I magistrati sono riusciti a ricostruire l'organigramma. Documentati i molteplici interessi illeciti del gruppo mafioso.

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