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Domenica, 23 Giugno 2024
Mafia Mezzomonreale-Villa Tasca

I boss contro Totò Riina: "Uno senza onore, con le bombe ha ucciso innocenti e ha consumato tutte cose"

Nelle conversazioni tra Gioacchino Badagliacca e il vecchio Antonino Anello, arrestati nel blitz contro il clan di Rocca Mezzomonreale, le dure critiche alla gestione Corleonese e stragista di Cosa nostra, che l'ha indebolita. Prima "lo Stato si allisciava e non si toccava, hanno pensato solo a riempirsi il portafoglio..."

"Le bombe là fuori, far morire gente innocente, tutti questi giudici... ma queste cose brutte non sono cose di uno che ha onore". I boss del clan di Rocca Mezzomonreale ce l'avevano con Totò Riina, il "capo dei capi" che per decenni ha governato Cosa nostra, ricorrendo anche alla strategia stragista e di attacco frontale allo Stato, determinando l'indebolimento dell'organizzazione ("tutte cose sono finite"). Anche perché prima, a dire di Gioacchino Badagliacca e del vecchio Antonino Anello - arrestati stamattina con un blitz dei carabinieri - "c'erano buoni rapporti con gli organi dello Stato, non si toccavano, si allisciavano...".

Le conversazioni sul tema tra i due sono state captate tra la primavera e l'estate scorsa e forse mai così apertamente appartenenti ai clan si erano lasciati andare a critiche così pesanti, facilitate senz'altro dal fatto che Riina è morto al 41 bis a novembre del 2017, ormai quasi sei anni fa. Badagliacca e Anello, mistificando, ricordavano in sostanza quello che, a loro dire, sarebbe stata Cosa nostra prima della gestione Corleonese, come se fosse stata una mafia "migliore". E ritenevano che il boss aveva "consumato tutte cose". E' uno dei retroscena dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Dario Scaletta, Federica La Chioma e Bruno Brucoli.

I nomi degli arrestati

Badagliacca sosteneva, come si legge nell'ordinanza emessa dal gip Lirio Conti: "Ma ti sento dire io quando tu metti mano con gli sbirri, ma che vuoi fare? Cioè proprio era diventato... Non è nel dna di questa cosa. Le bombe là fuori, fare morire gente innocente... Per dire: 'Vabbè facciamo morire uno innocente', ma perché muori tu, muore tua figlia, a te ti piacerebbe? Che è innocente. Anzi uno al contrario dice: 'Guarda, ammazzare uno innocente e allora lascialo vivo, quando è possibile si fa'... Non è che uno vuole giustificare perché uno nella vita fa la sua scelta e la deve portare avanti fino alla morte, però ha portato al punto le persone a non credere più in quello che fa". E questo avrebbe anche portato tanti affiliati a decidere di pentirsi e a collaborare con la giustizia, danneggiando ulteriormente l'organizzazione.

Anello affermava poi che lo storico capomafia di Pagliarelli, Nino Rotolo, "è vivo perché è stato arrestato, perché già erano pronti, ti giuro sulla tomba di mia figlia". Ma parlava pure di Tommaso Buscetta: "Sono andati a trovare Buscetta - diceva Anello - e tuo nonno mi diceva che era un cristiano con sette paia di coglioni" e poi aggiungeva: "Ma perché che c'entra Buscetta che prima ancora di farsi pentito, gli (sempre Riina, ndr) ha ucciso tutta la famiglia, se se la fida, a lui doveva ammazzare".

Badagliacca condivideva dicendo che "queste cose brutte non è che sono cose di cristiani buoni o di uno che ha onore, sono cose infami, ma perché pure tutte queste bombe, tutti questi giudici... ma che cosa sono". E Anello replicava: "Lui ha consumato tutte cose perché Provenzano non era così... A quel ragazzino (si riferisce al piccolo Giuseppe Di Matteo, ndr)..." e poi se la prendeva anche con Giovanni Brusca: "Minchia questo Brusca appena esce una scopettata nelle corna gli dovrebbero dare... Queste sono gente che pensavano solo a riempirsi il portafoglio e basta". Badagliacca era d'accordo: "Non è che loro amavano la cosa... perché uno che la ama, fa le cose per non distruggerla, per tenerla... Tutte cose sono finite, perché c'erano buoni rapporti con gli organi dello Stato... Non si toccavano, si allisciavano, no di toccarli... Se per esempio c'era qualcuno cornuto, se ci riuscivano vedevano di farlo sparire... ma perché fai più danno".

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