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Mafia Tribunali-Castellammare

Le "talpe" e le soffiate sui blitz, così i boss preparavano la fuga: "C'è la settanta appattata..."

Le intercettazioni dell'operazione "Centro" da cui emerge che "ignoti pubblici ufficiali" avrebbero fornito notizie riservate al clan su arresti e indagini: "Loro mirano a Massimo Mulè". Da qui la necessità di organizzarsi per scappare. Una cartomante avrebbe previsto la partenza per l'estero di un altro dei fermati, Gaetano Badalamenti

Sarebbero stati molto bene informati i boss di Palermo Centro e avrebbero potuto contare su diverse "talpe" che li avrebbero messi a conoscenza dei blitz in preparazione da parte delle forze dell'ordine. E' uno dei capitoli dell'inchiesta "Centro" dei carabinieri, che ieri ha portato a 9 fermi, tra cui quelli di Francesco e Massimo Mulè, padre e figlio, ritenuti a capo della cosca. Per la Procura a fornire le notizie sarebbero stati "ignoti pubblici ufficiali" e proprio alla luce delle loro soffiate, secondo gli investigatori, sia i Mulè che Gaetano Badalamenti avrebbero iniziato ad organizzarsi per scappare. Una previsione, quest'ultima, che sarebbe stata indicata anche da una cartomante.

"Loro mirano a Massimo..."

Come si legge nel provvedimento emesso dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Giovanni Antoci, Luisa Bettiol e Gaspare Spedale, il 17 novembre dell'anno scorso un altro dei fermati, Giuseppe Mangiaracina parlava con una persona in un negozio, sostenendo che un altro soggetto lo avrebbe informato che il prossimo ad essere arrestato sarebbe stato "Tonino": "Si è fermato qua, dice: 'A Tonino su puortanu'" ma per lui a rischiare l'arresto sarebbero stati invece "il signor Franco (Mulè, ndr) pure" e "loro mirano a Massimo, a Massimo (Mulè, ndr)...".

I nomi degli indagati

"C'è una bella cosa preparata"

Qualche giorno dopo, il 21, incontrava un'altra persona alla quale chiedeva esplicitamente se ci fossero novità e l'uomo gli avrebbe risposto: "Cioè sono tutti poi specialmente... dice che quando hanno arrestato... l'ultima che hanno fatto... L'ultima che hanno fatto dice ca ci rissiru a tutti questi, perché dice 'sono scoppiati". E aggiungeva: "Sì c'è una bella cosa preparata, qua siamo, zoccu vieni nni pigghiamu" e il soggetto gli raccomandava: "St'accura!".

"Una grossa cugghiuta...."

A quel punto Mangiaracina contattava quindi Francesco Mulè al quale riferiva che "c'è la settanta appattata... una grossa cugghiuta, vedi che aspettano... grossa" e l'altro chiedeva: "A Natale? Cu tu rissi? La devono fare alla Carini (la caserma dei carabinieri, ndr)?" e Mangiaracina spiegava che la sua fonte era un ragazzo "al 100 per 100... un ragazzo che quando lo sa lui è sempre 100 per 100, l'ho visto poco fa".

Le intercettazioni: "Qui pagano tutte le bancarelle" e nessuno denuncia

"Speriamo sia dopo le feste"

Altre conversazioni dello stesso tenore coinvolgono Badalamenti, che il 3 dicembre dell'anno scorso si fermava a parlare con una persona in via Crispi di un'imminente operazione con l'arresto di esponenti di Porta Nuova, tra cui "u luongo" (cioè Tommaso Lo Presti "il lungo") e diceva: "Chi è che... speriamo che ci fa 'feste'... Dice che già... lo so! Però sai la gente, u luongu, eh, là sopra...". E sosteneva poi che questi problemi sarebbero determinati dai troppi collaboratori di giustizia: "Ma lo sai perché? Con tutti questi 'malati'... tutte queste cose, noialtri...".

La predizione della cartomante: "Sento che tuo marito andrà all'estero"

Sul conto di Badalamenti gli investigatori hanno raccolto indizi di una sua probabile fuga anche dalle conversazioni della moglie con una cartomante, che avrebbe contattato soprattutto per avere chiarimenti su un'ipotetica relazione extraconiugale da parte del marito. Ma la cartomante escludeva questa ipotesi, sostenendo che il problema fosse invece una partenza all'estero del coniuge: "Ti devo dire la verità, sento come se lui dovesse partire, dovrebbe andare fuori, credo all'estero" e a quel punto la moglie di Badalamenti diceva: "Però c'è una cosa, che lui all'estero non ci può andare (essendo pregiudicato per mafia, ndr)" ma poi aggiungeva che effettivamente il marito "stava facendo di tutto e doveva pagare per andare all'estero".

"Noi vogliamo partire"

Di ipotetici "viaggi" parlava anche Francesco Mulè, che ce l'aveva con la magistratura: "Cornuti e sbirri che sono... lo vogliono arrestare per forza" diceva riferendosi al figlio Massimo. "Cornutazzi... pericolo di fuga... parlando con te - spiegava al suo interlocutore - vogliamo partire... questo se l'è presa la patente? U picciuttieddu? Buono, buono... Glielo lasciamo a lui e tu vieni con me, io come faccio il viaggio... non può essere... mi devo stare per forza qua...".

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