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Martedì, 24 Maggio 2022
Mafia Brancaccio

Le "lezioni" di mafia del boss Guttadauro ai figli: "Riina era una bestia, ma questi sono tutti incapaci"

Le intercettazioni che hanno portato all'arresto del "dottore" di Cosa nostra. Avrebbe anche cercato di comprare la laurea in Albania a Mario Carlo, bloccato con lui. Si lamentava degli altri affiliati: "Non hanno personalità, possono fare solo lavoretti" e raccomandava : "Incontra meno persone possibili, se ti fermano devi dire che sei uno studente e basta"

L'avrebbero chiamato "l'insospettabile" e il padre, "il dottore" - già condannato tre volte per mafia - Giuseppe Guttadauro avrebbe anche cercato di comprargli una laurea in Odontoiatria in Albania. Soprattutto - sostiene la Procura - lo avrebbe utilizzato a Palermo come suo alter ego nella gestione di tutta una serie di affari, mentre lui, ormai residente a Roma, avrebbe frequentato i salotti, risolto controversie (non lesinando neppure di "rompere le corna" e "dare due colpi di legno" all'ex ministro Mario Baccini) e soprattutto sviluppato una rete di contatti per mettere su un traffico di droga a livello internazionale. A Mario Carlo, 33 anni, il più piccolo dei figli - arrestato assieme al padre dal Ros dei carabinieri - il boss Guttadauro avrebbe dato anche delle lezioni di mafia, spiegandogli come comportarsi nelle varie situazioni, mostrando un certo disprezzo nei confronti di altri affiliati, da Totò Riina ("una bestia era, ha distrutto tutte cose") ai presunti capi del clan di Roccella, Angelo Vitrano e Stefano Nolano.

"Riina era una bestia, ha distrutto tutte cose"

E' a un altro dei figli, Francesco, che Guttadauro avrebbe illustrato la necessità di mantenere saldi i "vecchi valori" di Cosa nostra, ma "evolvendosi nella testa", per stare a passo con i tempi. Parlando di Riina il boss diceva: "Tutti, tutti, tutti, nel mentre uno, però, l'onorevole Lima, poi prendono sempre: 'Quello non è stato capace di fare quello che doveva fare, li ha presi in giro', l'invidia che quella era gente un poco culturalmente più... ma quello (Riina, ndr), quello una bestia era, e ha combinato quel fatto, è finita, ha distrutto tutte cose" e il figlio rispondeva: "Doveva nascere un altro scienziato, deve nascere... ci vuole uno scienziato vero per riordinare i giocattoli". Così il padre lo incitava: "Ti devi evolvere, hai capito? Il problema è: rimanere con quella testa... ma l'evoluzione".

"Vedi la gente il meno possibile, solo per cose necessarie"

A Mario Carlo, Guttadauro raccomandava per esempio di limitare i contatti per evitare problemi, suggerendo di dire alle persone: "Noialtri ci dobbiamo vedere il meno possibile, per cose necessarie". E quando il figlio avrebbe avuto intenzione di aprire un locale con una sala giochi, una polleria e una pizzeria e avrebbe temuto di dover rendere conto a Vitrano e Nolano ("se mi riece la sala giochi metto pure la polleria, sappi che all'indomani viene quello"), il padre replicava: "Che cazzo vuole, gli dici: 'A me che mi racconti? Vai a parlare con mio padre', vediamo a che titolo viene, mi segui? Gli dici: 'Io veramente ho parlato con Giovanni e con Angeluzzo, prima ho parlato con mio padre, gli ho detto che mi devo prendere qua".

"Ci sono quattro banditelli da tre lire"

Il giovane si sarebbe lamentato del comportamento di Vitrano in un'altra circostanza e il padre gli avrebbe suggerito come comportarsi: "Quando ti chiedono le cose non gliene fai, tanto semplice, scherzi e basta, lo capisci che ormai... tu me ne vedi più entusiasmo a me? Vedi che Angelo (Vitrano, ndr) per quanto un filo d'erba, non ti immaginare che Angelo... lui è buono per fare lavoretti e fare queste cose così... Ci sono quattro banditelli da tre lire...".

"Questo dopo un giorno di carcere si è già pentito"

E ne aveva anche contro l'ex boss di Villabate, Francesco Colletti, che pochi giorni dopo il suo arresto, a dicembre 2018 con l'operazione "Cupola 2.0", aveva subito deciso di collaborare con i magistrati: "Questo capo di tutto, neanche un giorno di carcere si è fatto e si è già pentito, ma di che stiamo parlando?". E poi raccomndava, visto il clima: "Mario, ora che scendi fregatene di tutti".

"A te non ti conosce nessuno, stai tranquillo"

Subito dopo Colletti si era pentito anche l'ex boss di Belmonte Mezzagno, Filippo Bisconti, ma Guttadauro diceva al figlio di non preoccuparsi: "E certo, se questo che si è pentito li conosce a tutti se li raccolgono ora, perché ti dico lasciali fare in culo... A te non ti conosce nessuno, Mario, e neanche sanno niente di te questi di fuori perché Filippo Bisconti può dire che io ero, ha che non mi vede un secolo, ma tu tivai a prendere... Loro lo sanno che tu ti vai a prendere gli affitti delle case, sanno tutte cose".

"Questi non sono capaci..."

Mario Carlo avrebbe contestato ancora il comportamento di Vitrano e Nolano: "Quando gli dico una cosa, l'unica cosa che dicono sai cos'è? 'Tu ti vuoi comprare la galera, è pieno di sbirri, è pieno d'infami'", ma il padre sottolineava: "Perché non sono capaci, questo possono fare, perché non sono capaci di fare niente oltre a queste quattro cose, prendono 100 euro".

Sì all'affitto di una casa anche a chi ha il figlio "sbirro"

Nulla di male, secondo la "filosofia" di Guttadauro, neppure nell'affittare una casa a una persona che aveva un parente nelle forze dell'ordine: "Io gli ho affittato la casa, tu hai il figlio sbirro... nella capitaneria, nella guardia costiera, prende le contravvenzioni quando poi ti dice qualche cose gli dici: 'Va bene, quando viene mio padre ce la discutiamo'". Una vicenda per cui Guttadauro avrebbe ricevuto lamentele anche da Antonino Messicati Vitale: "Mi vedo con quello di Villabate e dice: 'Ma che...' e gli ho detto: 'Nino tienitelo per i cazzi tuoi, deve campare, basta ed è finita la discussione', a Ninuzzo che è malandrino vero questo...". E aggiungeva: "Ma di fatti che ti sto dicendo, Mario? Non hanno personalità di fare niente, mi devi capire tu... Hai capito perché non voglio che ci vai? Perché non voglio che gli sbirri ti... per fortuna a te non ti conosce nessuno, per niente".

"Se ti fermano devi dire: 'Io lo studente faccio...'"

Guttadauro avrebbe poi suggerito al figlio più piccolo come comportarsi nel caso in cui fosse stato fermato: "Se ti dovessero fermare gli sbirri e portarti in caserma e chiederti... 'Ma che dite? Io ci vado, siccome non c'è nessuno, né mio padre neanche i miei fratelli, ho proprietà qua di mia madre e me li gestisco io, punto, e questo è tutto il mio interesse che ho qua' ed è finita la discussione... Ti sto avvertendo, se ti chiama qualcuno vedrai che c'è quello che fa il bravo e quello che fa il cattivo, sbatteteli nella minchia a tutti e due, sia a quello bravo che a quello cattivo, mettiti normale, a dire 'io lo studente faccio e ora sto aspettando per fare il dentista, ho studiato fuori e sto cercando', la verità, quello che stai facendo...".

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