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Il summit dei boss ricoverati in ospedale, il pentito: "Lì si sono accordati su pizzo, slot e droga"

A svelare il retroscena dell'inchiesta "Mani in pasta" che la settimana scorsa ha portato a 90 arresti è il collaboratore di giustizia Vito Galatolo: "Stefano Fontana e Vincenzo Graziano erano nella stessa stanza alla Cardiologia di Villa Sofia, parlarono di affari e raggiunsero un'intesa anche sulle estorsioni"

Un summit di mafia in una stanza del reparto di Cardiologia di Villa Sofia. E' proprio lì, infatti, che secondo il collaboratore di giustizia Vito Galatolo, si sarebbero ritrovati i boss dell'Acquasanta Stefano Fontana e Vincenzo Graziano, intorno al 2012, e - approfittando del ricovero - avrebbero discusso anche degli affari del clan: pizzo, slot, droga. In base alle dichiarazioni del pentito, rese il 13 dicembre 2018 al sostituto procuratore Amelia Luise, i due mafiosi avrebbero anche chiarito degli screzi e stabilito che, per esempio, gli imprenditori che erano in affari con le cosche non avrebbero dovuto essere taglieggiati. Il retroscena emerge dall'inchiesta "Mani in pasta" che la settimana scorsa ha portato a 90 arresti.

"In ospedale parlavano di cose illecite"

“Mi ricordo – spiega Galatolo - che sono stati ricoverati in ospedale Vincenzo Graziano e Stefano Fontana (deceduto nel 2013, ndr) nello stesso reparto, proprio nella stessa camera, nello stesso corridoio e hanno preso un sacco di argomenti, a chi interessava il pizzo, chi non lo doveva pagare perché le società...”. E chiarisce: “Perché Stefano Fontana... Vincenzo Graziano doveva passare delle visite... Non mi ricordo se era a Villa Sofia, in Cardiologia se non mi sbaglio... E parlavano e giustamente anche di cose illecite”.

"Bisticci sul pizzo, lì hanno fatto pace"

I due boss, secondo Galatolo, avrebbero affrontato anche un argomento scottante: l'imposizione del pizzo all'imprenditore Nunzio Gambino, che avrebbe gestito un supermercato coi Fontana e che è stato arrestato pure lui martedì scorso: “Graziano – afferma il pentito - gli voleva chiedere il pizzo a lui (Gambino, ndr) ed è intervenuto Stefano Fontana, che gli ha detto che era socio suo. E’ stato nel periodo dove si sono incontrati in ospedale, che erano ricoverati tutti e due e là hanno chiarito tutte cose e hanno fatto la pace, perché avevano un po’ di bisticci tra di loro...”.

"Si sono divisi lo spaccio e le macchinette"

I boss, in ospedale, avrebbero “stabilito pure il fatto delle macchinette, tutta la zona nostra le macchinette le gestiscono loro, a livello di spaccio, perché loro ogni tanto hanno qualche affare di hashish, da Milano lo fanno scendere a Palermo, nel fondo della macchina che poi si doveva smontare, scaricavano ‘sto fumo, se lo sbrigavano loro...”. E c’era pure la questione di una pescheria che “era in società con Stefano Fontana e Graziano gli doveva fare uscire i soldi del pizzo, poi hanno chiarito, dice: ‘Dove sono in società non è giusto uscire i soldi..'”.
 

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