Il maxiblitz all'Acquasanta, sì ai domiciliari per la madre e la sorella dei boss Fontana

La decisione del tribunale del Riesame per Rita Fontana e Angela Teresi, arrestate insieme ad altre 88 persone con l'operazione "Mani in pasta" del 12 maggio. I giudici hanno derubricato l'accusa di associazione mafiosa in concorso esterno e annullato l'ordinanza in relazione ad alcune intestazioni fittizie

Il frame di un'intercettazione dell'inchiesta "Mani in pasta"

Lasciano il carcere e vanno agli arresti domiciliari la sorella dei boss dell'Acquasanta Gaetano, Giovanni e Angelo Fontana, Rita, e la madre Angela Teresi. Lo ha deciso il tribunale del Riesame, che ha parzialmente accolto i ricorsi dei loro difensori, gli avvocati Jimmy D'Azzò, Valerio Vianello e Gianluca Corsino.

Le due donne erano state arrestate nel maxiblitz con 90 misure cautelari denominato "Mani in pasta", messo a segno il 12 maggio dalla guardia di finanza. L'operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta, aveva sgominato il clan dell'Acquasanta e permesso anche di scoprire i presunti affari dei boss a Milano e all'estero, business che sarebbero stati incentrati anche sullo smercio di orologi di lusso.

Rita Fontana e Angela Teresi avevano risposto alle domande del gip Piergiorgio Morosini durante gli interrogatori di garanzia, ma senza convincere il giudice. Il tribunale del Riesame adesso ha invece deciso di derubricare la contestazione di associazione mafiosa in quella di concorso esterno e anche di annullare l'ordinanza in relazione ad alcune presunte intestazioni fittizie.

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