All'Acquasanta la Gomorra di Palermo: a caccia di tritolo nel bunker di Galatolo

120 militari hanno fatto irruzione nel covo del boss. Trovata una cavità naturale scavata nella roccia. Nessuna traccia di esplosivo, rinvenuti però alcuni documenti. E' uno dei retroscena che emergono dall'arresto di Vincenzo Graziano, il reggente del mandamento di Resuttana

No, il tritolo là non c'era. Ma quello che hanno scoperto forse per oggi può bastare. Fondo Pipitone, all'Acquasanta: la Gomorra di Palermo è nascosta qui, tra le viscere del vicolo (GUARDA LE IMMAGINI). Bunker segreti dove la famiglia Galatolo gestisce illeciti interessi multimilionari. Anfratti, botole, grotte. Vere e proprie roccaforti segrete, un nascondiglio impensabile dove - sottoterra - si alza un oscuro castelli del potere che non hanno eguali. E' uno dei retroscena più importanti che emergono dall'arresto di Vincenzo Graziano, il reggente del mandamento di Resuttana (GUARDA IL VIDEO DELL'ARRESTO), dopo l'arresto di Vito Galatolo, oggi collaboratore di giustizia. Ed è proprio nel suo feudo che all'alba di oggi oltre 120 militari del nucleo speciale polizia valutaria e del comando provinciale di Palermo, hanno eseguito decine di perquisizioni.

"Siamo entrati nel cuore di fondo Pipitone, posto rientrato ultimamente nella cronaca giudiziaria per la sua aura di inaccessibilità - ha spiegato il procuratore aggiunto Vittorio Teresi (GUARDA VIDEO) -. Abbiamo controllato ogni angolo delle case della famiglia Galatolo. Al momento per ora lì c'erano solo donne, che abitano in questi appartamenti. Cercavamo il tritolo e non l'abbiamo trovato e questo ci inquieta. Avevamo elementi per pensare che l'avremmo trovato, ma non ci fermeremo. Perché proprio nel feudo di Galatolo? Perché lui si era intestato il compito di acquistarlo - circa 200 chili - e custodirlo, dopo avere messo sul piatto 360 mila euro e divenendone così il maggior azionista. Questa operazione è stata pensata in poco tempo, subito dopo le dichiarazioni del boss. Per noi resta un uomo molto attendibile ma non possiamo dirvi perché".

graziano-2Perquisiti centimetro per centimetro i luoghi dove affonda le radici Galatolo. Ma - e questa è la scoperta più importante - è stata perfino trovata una cavità naturale scavata nella roccia nel terreno retrostante al palazzo di Galatolo con tegamini, pentole e stoviglie. Segnali di vita (recente), insomma. Un buco nel terreno nascosto artatamente dall'erba incolta e nel quale potevano entrare diverse persone. "Questo è un luogo che ben si presta. E' di fatto un cul de sac inaccessibile. Siamo entrati in azione con assetto da combattimento - prosegue Teresi - con elicotteri e blindati. Abbiamo in effetti trovato riscontri di pericolosità. Botole, garage, scantinati con materiale interessante, come alcuni documenti usati per gli investimenti. Era importante verificare e lanciare il segnale che a Palermo non esistono zone franche".

Chiusura con il Procuratore capo di Palermo facente funzione, Leo Agueci: "Questo blitz è stato pianificato insieme: alla faccia di chi dice che la Procura è lacerata. E ringrazio il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. Mai stati così uniti, questa cosa volevo dirla perché ce l'avevo qua...".

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