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Con una spillatrice si cucì la bocca al maxiprocesso: arrestato il boss Turi Ercolano

Lo storico esponente di Cosa Nostra, 71 anni, girava armato di pistola a Torino. Il suo personaggio compare nel film su Buscetta, "Il Traditore", per quella famosa protesta davanti ai giudici

Era diventato - con il suo gesto plateale - uno dei simboli del maxiprocesso palermitano. Adesso, a distanza di 35 anni, Salvatore Ercolano detto Turi, 71enne boss della mafia catanese (appartiene al clan Santapaola-Ercolano capeggiato da Nitto Santapaola), è stato arrestato. Le manette sono scattate a Torino, dove Ercolano risiede da alcuni anni, su ordine di custodia cautelare spiccato dall'ufficio gip del tribunale poiché, nel corso di un controllo da parte dei carabinieri, era stato trovato in strada in possesso di una pistola. E' accusato di porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

Le indagini, condotte dai militari del nucleo investigativo tra marzo e maggio 2019 con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura, hanno consentito di accertare come l’uomo abbia in più occasioni girato sul territorio nazionale armato di pistola.

Ercolano era stato condannato per mafia (associazione mafiosa e traffico di droga) nel maxiprocesso palermitano degli anni '80 e conclusosi nel 1992. Qui aveva fatto parlare di sé per essersi cucito la bocca davanti ai giudici con una spillatrice, sostenendo che tanto non gli avrebbero creduto. La scena era stata riprodotta anche nel film Il Traditore di Marco Bellocchio, con protagonista Pierfrancesco Favino nei panni di Tommaso Buscetta.

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