Giovedì, 29 Luglio 2021
Mafia

Pistole, fucili e mitragliette: nascondevano l'arsenale del clan di Bagheria, arrestati

Operazione dei carabinieri: in manette sono finiti Pietro Liga, 52 anni, e Gioacchino Antonio Di Bella, 62 anni. Per entrambi l'accusa è di "detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e clandestine"

Di Bella e Liga

L'accusa è di "detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo e clandestine". I carabinieri hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Palermo, a Pietro Liga, 52 anni, e Gioacchino Antonio Di Bella, 62 anni. La richiesta è della Dda di Palermo.

Sia Liga che Di Bella erano in carcere. I provvedimenti rappresentano la prosecuzione dell'operazione "Legame" che a gennaio scorso aveva portato al fermo di sei persone a Bagheria, accusati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata. I dati investigativi raccolti, derivanti da intercettazioni telefoniche ed ambientali, videoriprese, testimonianze delle vittime dei reati, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che in passato avevano occupato ruoli rilevanti nella famiglia mafiosa bagherese, hanno permesso di accertare "l'appartenenza di alcuni degli arrestati, a Cosa nostra e di ricostruire estorsioni, commessd da suoi affiliati ai danni di operatori economici del territorio di Bagheria".

Liga - nipote di Giuseppe Scaduto, ritenuto il capo di Bagheria - insieme a Di Bella è accusato di aver conservato, tra il 2011 e il 2012, l'arsenale della famiglia di Bagheria tra cui pistole, fucili, mitragliette, anche con matricola abrasa. Il provvedimento è stato notificato nel carcere Pagliarelli.

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