Mafia Calatafimi / Via li Muli

Palermo ricorda Pio La Torre, Mattarella: "Punto di riferimento per il Paese"

Sono passati 33 anni dall'omicidio del parlamentare e sindacalista Pio La Torre, leader del Pci siciliano, e del suo collaboratore Rosario Di Salvo. Diverse le iniziative per ricordare il loro sacrificio

Pio La Torre

Sono passati 33 anni dall'omicidio del parlamentare e sindacalista Pio La Torre, leader del Pci siciliano, e del suo collaboratore Rosario Di Salvo. Diverse le iniziative in città per ricordare il loro sacrificio, organizzate dal Centro Studi Pio La Torre e dalla Cgil. Corone di fiori sono state poste davanti alla lapide in via Li Muli, luogo dell'agguato. Alcuni studenti hanno lasciato 33 fiori. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre i figli di La Torre, Franco e Tiziana, tra gli altri il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, il vicepresidente dell'Ars Giuseppe Lupo e il questore Guido Longo.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio ai responsabili del Centro La Torre in cui sottolinea "l'impegno contro la mafia di La Torre e la grande figura, punto di riferimento per il nostro Paese",  "Esprimo l'apprezzamento - si legge - per il progetto educativo antimafia con cui il Centro Studi 'Pio La Torre', da molti anni, ne onora la memoria". Riferendosi all'indagine del centro La Torre sulla percezione del fenomeno mafioso tra i giovani , Mattarella sottolinea come "i risultati costituiscono preziosi spunti di riflessione tanto per la classe politica che ha il dovere di interpretare la domanda proveniente dai cittadini piu' giovani quanto per la scuola che con loro quotidianamente si confronta. L'indagine mette purtroppo in evidenza segnali di sfiducia provenienti dalle nuove generazioni nei confronti del mondo della politica".

"Nel contempo le risposte fornite dagli studenti - prosegue il Capo dello Stato - evidenziano una coscienza civica consapevole, capace di cogliere il pericoloso effetto che la corruzione puo' determinare nella propagazione del fenomeno mafioso. Sarebbe quindi un grave errore da parte delle istituzioni ricondurre il sentimento di sfiducia a un piu' generale atteggiamento di apatia e qualunquismo da parte dei nostri ragazzi che sono invece, come la ricerca conferma, attivamente impegnati nel mondo dell'associazionismo sociale e del volontariato".

Per Mattarella "la politica ha dunque davanti a sè una sfida, quella di saper conquistare la fiducia dei giovani, la stessa fiducia che i ragazzi intervistati dichiarano nei confronti dei loro insegnanti. Rimane alla scuola la responsabilità di continuare a svolgere il ruolo fondamentale che ha sempre ricoperto nella crescita del senso civico delle giovani generazioni e quindi nella costruzione del futuro del nostro Paese".

Per la Cgil "oggi più che mai occorre tenere a mente l'insegnamento di La Torre, assassinato dalla mafia a causa della sua battaglia per i diritti dei lavoratori e contro l'intreccio fra potere e criminalità organizzata. Partendo dal nesso tra l'incremento di quest'ultima e il drammatico fenomeno della disoccupazione, avanzò la proposta di legge per inserire nel Codice Penale il reato di associazione mafiosa, fino a quel momento impunito, e per la confisca dei beni riconducibili alle attività illecite dei condannati. Nel tenere viva la sua memoria la Cgil continua la battaglia per la legalità e contro la criminalità organizzata: chiede con forza l'approvazione della legge di iniziativa popolare per favorire il riutilizzo a fini sociali dei beni e delle aziende confiscate, promossa con il comitato 'Io riattivo il lavoro', e sostiene la petizione del Centro studi Pio La Torre per la costituzione della procura europea antimafia".

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