Giovedì, 29 Luglio 2021
Mafia

Pippo Fava, una ferita lunga 34 anni: "Era indipendenza e coraggio"

Il sindaco Leoluca Orlando ha ricordato il giornalista e scrittore, ucciso dal clan di Nitto Santapaola la sera del 5 gennaio 1984: "Ha lasciato il segno, non soltanto nella nostra Sicilia"

“Pippo Fava ha rappresentato, in anni bui della politica e dell’informazione in Sicilia, un’esperienza umana e professionale unica, una storia di indipendenza, coraggio e lucida capacità di analisi che ha lasciato il segno non soltanto nella nostra regione". Il sindaco Leoluca Orlando ricorda così la morte del giornalista e scrittore Pippo Fava, ucciso dal clan di Nitto Santapaola, in occasione del trentaquattresimo anniversario della morte.

"Oggi - ha detto Orlando - quella storia prosegue grazie all’impegno di tanti che, a partire proprio dalla sua esperienza che per molti fu insegnamento, continuano in Sicilia e non solo a fare buona informazione, indagine giornalistica, comunicazione critica e attenta”.

Pippo Fava fu ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984 davanti al teatro Stabile. "Era un giornalista come pochi - ha sottolineato il vicepresidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales - che verificava con attenzione e puntigliosita' tutte le notizie che acquisiva. Un giornalista con la schiena dritta che ha dato fastidio ai boss, ai comitati d'affari e alle lobby politico-mafiose che hanno poi deliberato la sua condanna a morte. L'Unione cronisti ricorda Fava con immutata riconoscenza".

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