Venerdì, 18 Giugno 2021
Mafia

"Alimentazione forzata per Bernardo Provenzano? No, grazie"

La famiglia del padrino di Corleone rifiuta la richiesta formalizzata dal carcere emiliano di applicare un sondino allo stomaco: "Da settimane non abbiamo informazioni sulle condizioni di salute, quindi non possiamo dare l'autorizzazione"

Il carcere di Parma chiede ai familiari di Bernardo Provenzano il consenso per praticare al boss l'alimentazione forzata, ma i parenti del Padrino di Corleone rispondono "no". Binnu, detenuto al 41 bis, si trova in Emilia da due anni e mezzo. Negli ultimi tempi le sue condizioni peggiorate, al punto che il carcere ha chiesto ai suoi familiari il consenso scritto per praticargli l'alimentazione forzata mediante un sondino applicato allo stomaco.

Contattati dal commissariato di Corleone, che ha notificato loro la richiesta dell'istituto di pena, i parenti di Provenzano non hanno accettato, e hanno chiesto l'aiuto del ministero della Giustizia. L'avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, ha spiegato: "Si sta chiedendo un consenso al posto del paziente che, evidentemente non è in grado di esprimerlo con buona pace dei tribunali di sorveglianza di Roma e Parma per cui è lucido e pericoloso. Siccome non abbiamo da settimane alcuna informazione sulle condizioni di salute di Provenzano e sulle ragioni per le quali si chiede questo intervento, non siamo in condizione di esprimere alcuna autorizzazione".

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