Cronaca

“Il piccolo Di Matteo fu torturato” Mafia, il Pm chiede 5 ergastoli

Secondo Fernando Asaro "il sequestro del figlio dodicenne del pentito Santino Di Matteo venne deliberato da Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano"

Giuseppe Di Matteo

Torturato, strangolato ed infine sciolto nell’acido. Ecco il tragico destino che toccò al piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio dodicenne del pentito Santino Di Matteo sequestrato il 23 novembre del '93 e ucciso nel gennaio del '96. Il sequestro del bambino – come si legge in un articolo di Repubblica che riporta le parole del pm Fernando Asaro - "venne deliberato da Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca (già condannati in un altro processo), Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano". "Agli stessi mafiosi a cui era stato affidato il bambino durante i suoi spostamenti - dice Asaro - ripugnava tenere segregato il piccolo Di Matteo sequestrato per fronteggiare il dilagante fenomeno dei collaboratori di giustizia e per dare loro un segnale. Il collaboratore di giustizia Ciro Vara ha raccontato che gli era stato riferito che si trattava di un ragazzo di almeno 18 anni invece quando gli portarono il bambino di 12 anni rimase colpito".

Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro erano perfettamente consapevoli, al momento del sequestro del piccolo Di Matteo, che l'ostaggio sarebbe stato comunque ucciso. La stessa consapevolezza è da ascrivere anche agli altri tre imputati, Giuliano, Giacalone e Benigno. Mentre Gaspare Spatuzza merita l'attenuante speciale della collaborazione e le attenuanti generiche. Il Pm ha chiesto così 5 ergastoli, per Graviano, Messina Denaro, Giuliano, Giacalone e Benigno e la condanna a 10 anni nei confronti di Spatuzza. Nel chiudere la requisitoria il Pm ha definito "assolutamente determinante" il contributo di Spatuzza al chiarimento di una serie di aspetti di questa vicenda. "Il suo contributo ha retto nonostante i comprensibili tentativi di demolizione da parte delle difese". Il processo è stato rinviato al primo dicembre per le conclusioni della parte civile, che rappresenta - con l'avvocato Monica Genovese - la famiglia Di Matteo. Nella stessa udienza parlerà il difensore d'ufficio del superlatitante Messina Denaro.

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