Clan di Porta Nuova, definitive 5 condanne: il boss D'Ambrogio sconterà 19 anni e 8 mesi

Dopo cinque gradi di giudizio la Cassazione mette un punto finale ad uno stralcio del processo nato dall'operazione "Alexander" del luglio 2013. Il capo della cosca, titolare di un'agenzia di pompe funebri a Ballarò, si è laureato in Giurisprudenza e ora studia Filosofia

Alessandro D'Ambrogio

Dopo cinque gradi di giudizio, diventano definitive le condanne di cinque esponenti del clan di Porta Nuova, a cominciare da quella del boss Alessandro D'Ambrogio. La Cassazione, dopo un precedente annullamento con rinvio, ha messo un punto finale ad uno stralcio del processo nato dal blitz "Alexander" dei carabinieri, che risale al 3 luglio del 2013.

D'Ambrogio - che nel frattempo si è laureato in Giurisprudenza e sta studiando per un secondo titolo, stavolta in Filosofia - deve scontare 19 anni e 8 mesi, Biagio Seranella 12 anni e 2 mesi, Francesco Paolo Nuccio 4 anni e 2 mesi, Giovanni Alessi 8 anni e 8 mesi e Marco Chiappara 9 anni e 11 mesi. 

L'operazione portò in tutto a 24 arresti. Capo indiscusso era proprio D'Ambrogio, titolare di un'agenzia di pompe funebri a Ballarò. Un capo carismatico che riceveva chiunque avesse bisogno proprio nella sua attività e risolveva ogni tipo di problema. Il clan imponeva il pizzo a tappeto e senza incontrare particolari resistenze: "Questi sono i miei cani - diceva D'Ambrogio in un'intercettazione per intimidire un commerciante - sono pronto a scatenarli contro di te".

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