Mafia, morto Antonino Ciresi: era stato condannato per l'estorsione allo chef Giunta

Nel 2013 la maxi retata dei carabinieri con l'operazione Alexander. Nel 2018 la sentenza definitiva della Cassazione. Il 77enne, braccio destro del boss Alessandro D'Ambrogio, è deceduto per cause naturali mentre era ai domiciliari

Antonino Ciresi

E’ morto durante la detenzione domiciliare alla Kalsa. Antonino Ciresi si è spento per cause naturali all’età di 77 anni mentre si trovava all’interno dell'abitazione in cui stava scontando la pena. L’uomo, considerato dagli inquirenti uomo vicino alla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio nonché braccio destro del boss Alessandro D’Ambrogio, era stato coinvolto a luglio 2013 nell’operazione Alexander condotta dai carabinieri.

Tre anni dopo è arrivata la condanna in appello a 11 anni e mezzo diventata definitiva nel 2018. Tra i reati per i quali era sotto processo anche l’estorsione ai danni dello chef Natale Giunta. Dopo la maxi retata era scattato anche il sequestro di beni e aziende riconducibili ad alcuni uomini legati al mandamento di Porta Nuova. Tra questi l'Ovinsicula di Mezzojuso che sarebbe stata intestata a un prestanome proprio per conto di Ciresi.

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