Quando il pentito disse: "Indagate su quella loggia segreta di Castelvetrano"

I 27 arresti (coinvolto anche l'ex deputato Cascio) e i retroscena che portano dritti al 2016, quando la commissione Antimafia piombò nel regno di Messina Denaro. A PalermoToday l'ex deputato Giorgio Ciaccio: "C'era chiacchiericcio in paese, così decidemmo di vederci chiaro"

Tutto nasce dalle dichiarazioni di un pentito: "Indagate su quella loggia segreta di Castelvetrano, scoprirete molte cose". Poi l'inchiesta. I riflettori della commissione Antimafia. E il "no" di Stefano Bisi, il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (la più nutrita loggia massonica italiana), che in un incontro di un'ora e 40 minuti, si rifiutò di consegnare l'elenco degli iscritti a Rosy Bindi, il presidente.

"Vogliono una schedatura di massa. Ma la legge va rispettata". All'epoca - era l'aprile del 2016 - la notizia di una loggia segreta nella città di Matteo Messina Denaro con diversi politici coinvolti, sollevò un polverone. E oggi torna prepotentemente di moda, con i 27 arresti messi a segno dai carabinieri. Ai domiciliari anche l'ex deputato di Forza Italia, Francesco Cascio, palermitano. Coinvolto pure l'ex rettore Roberto Lagalla. "Ci sono delle leggi approvate dal Parlamento italiano che tutelano il diritto alla riservatezza sui dati sensibili", con questa motivazione Bisi si rifiutò di dare i nomi degli appartenenti. Niente schedatura di massa.

Tutti i nomi delle persone coinvolte

Oggi dalla Procura le bocche restano cucite. Tra chi, già tre anni fa, volle vederci chiaro c'era Giorgio Ciaccio, palermitano, all'epoca deputato del Movimento 5 Stelle. "Al centro di tutto - commenta oggi Ciaccio a PalermoToday - c'erano le dichiarazioni dell'architetto Giuseppe Tuzzolino, definito “cerniera tra mafia, politica e massoneria”, arrestato nel 2013 e in seguito divenuto collaboratore delle Procure siciliane. L'architetto sottoposto al programma di protezione svelò l'esistenza di una loggia massonica segreta a Castelvetrano che incassa una tangente del 5 per cento per ogni appalto del fotovoltaico, chiamata "il Tronco della vedova".

Cascio: "Molto amareggiato ma chiederemo interrogatorio“

"Dopo le parole del pentito - spiega Ciaccio - volevamo capire e approfondire i legami tra mafia e massoneria. Questa, tra l'altro, è stata una battaglia che ho sempre portato avanti. Sembra che non se ne voglia mai parlare e solitamente si tende a generalizzare. A Castelvetrano c'è un meet up attivo nel territorio. Sull'esistenza di una loggia massonica il chiacchiericcio in paese era molto forte anche gli attivisti conoscevano com'era la situazione. Musumeci così volle fare un'audizione a Castelvetrano e convocò l'Antimafia".

Grande Oriente d'Italia: "Nessun indagato tra nostri iscritti"

In carcere oggi è finito anche l'ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Lo Sciuto, ritenuto a capo della loggia segreta. "La cosa assurda è che Lo Sciuto fece parte della commissione antimafia", rincara la dose Ciaccio. E dire che il suo nome è citato nei rapporti della Dia come socio fondatore di una Srl insieme a sorella e cognato di Messina Denaro. "Una situazione molto ingarbugliata, ho visto delle persone che nelle sedute della commissione Antimafia decidevano di stare in silenzio. Altre invece non si presentavano neanche", chiude Ciaccio.

M5S contro Musumeci: "Indagati e arrestati gli hanno portato voti"

Nella seduta di mercoledì 3 agosto 2016 in commissione Antimafia, Stefano Bisi, il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, fu chiaro: "I nomi non li possiamo fornire perché qualcuno potrebbe prendere la mira. Il presidente Rosy Bindi, sottolineò: "Come spieghiamo che Castelvetrano è la patria di Matteo Messina Denaro e ha la più grande concentrazione di logge massoniche in rapporto alla popolazione di qualunque parte del nostro Paese e tra queste c'è anche una loggia del Grande Oriente. In quel comune si sono verificati dei fatti abbastanza incresciosi. Un consigliere comunale ha sostanzialmente dichiarato che avrebbe dato la propria vita perché non fosse catturato Matteo Messina Denaro". A quel punto il Gran Maestro rispose: "I fratelli che fanno parte di quella loggia non coprono certo la latitanza di questo superricercato e darebbero la vita perché venisse catturato".

Ma i numeri della massoneria a Castelvetrano parlano chiaro: sei logge attive. Tra gli iscritti banchieri, funzionari pubblici, imprenditori, politici locali. Al punto che a detta degli inquirenti è lecito chiedersi fino a che punto nel regno de boss Messina Denaro l'attività di enti pubblici non venga subdolamente pilotata dall’influenza di poteri occulti.

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