La lezione del boss al figlio: "Hanno fatto gli sbirri, prendi le mazze e legnate a tempesta"

Tra i retroscena del blitz "Mani in pasta" contro i clan dell'Acquasanta anche gli insegnamenti mafiosi di Giovanni Ferrante che spiegava come comportarsi da veri "uomini d'onore": "Fate un gruppo di una decina di persone e gli fate male, gli dici: 'Siete carabinieri, ora tappo in bocca!'"

Intercettazioni della finanza (foto archivio)

Avrebbero fatto gli "sbirri" e per questo si sarebbero meritati "legnate a tempesta", di essere pestati e "scannati". E il boss Giovanni Ferrante, arrestato ieri con altre 89 persone nell’operazione "Mani in pasta" non esitava ad insegnare al figlio, Francesco Pio, finito in cella pure lui, come comportarsi da "vero mafioso". Il retroscena emerge dalle intercettazioni della guardia di finanza, contenute nell’ordinanza firmata dal gip Piergiorgio Morosini, su richiesta dei procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dei sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta.

Era proprio il figlio di Ferrante a raccontargli che i due si sarebbero comportati da "carabinieri": "Pietro e suo figlio hanno fatto i pentiti, gli hanno detto tutte cose alle persone, di come siete organizzati, di com’è… Pietro non sa tutte cose? Tutte le cose tue? Tutto quello che fate, che ti dà dei soldi… Ha messo guerra, sono messi che mettono guerra padre e figlio!".

Ecco quindi che il boss "insegnava" al figlio come reagire, non certo ricorrendo al dialogo, ma passando direttamente alle minacce e alle "legnate": "Devi chiamare a Pietro, lo fai scendere in via Montalbo - spiegava - e fai scendere pure a suo figlio, unisci un bel gruppo di ragazzi, pronti! E gli devi dire così a padre e figlio: 'Dice mio padre, vedete ora di mettervi un tappo in bocca e non parlate più perché manco vi facciamo uscire più dalla via Montalbo e manco a lavorare vi facciamo scendere più! Parlate poco!’… Li chiudete con una decina, quindicina di persone, e dici: ‘Vedi che qua morite lì!’… Fai un bel gruppo e vi fate trovare con le mazze, appena è, legnate a tempesta! Senza perdere tempo, prendi e te ne vai e li lasci là che li fai scannare buoni, buoni, buoni, buoni! E mentre li scannano gli dici: ‘Ora tappo in bocca!’. E dato che ha la diabete fallo morire là, direttamente, non gli dare la possibilità che torna a casa!”.

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E incalzava ancora il giovane: “Per tutti, legnate potenti! Subito, organizzali, mazze! Fategli del male bene bene! E gli dici: ‘Ora ve ne potete andare!’ e gli dici pure che si possono prendere i documenti e se ne vanno dal cantiere, che poi, dici: ‘Appena viene mio padre, appena esce mio padre te lo spiega il perché! Perché carabinieri ci siete nati!’, così gli devi dire: ‘Perché carabinieri ci siete nati, ci siete da una vita!’”.

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