Il business della droga gestito dal clan di corso Calatafimi, tornano liberi altri due indagati

Il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza a carico di Andrea e Salvatore Tomaselli, padre e figlio, arrestati nell'ambito dell'operazione "Eride", messa a segno il 21 luglio dai carabinieri. Secondo la Procura i due avrebbero gestito lo spaccio per conto del boss Filippo Annatelli

Il frame di un'intercettazione

Secondo la Procura, su ordine del boss Filippo Annatelli, avrebbero gestito lo smercio di droga nella zona di corso Calatafimi, ma per il tribunale del riesame non vi sarebbero invece gravi indizi di colpevolezza a carico di Andrea e Salvatore Tomaselli, padre e figlio, finiti in carcere nell'ambito dell'operazione "Eride" del 21 luglio. Su disposizione dei giudici - che hanno accolto il ricorso dell'avvocato Antonio Turrrisi (nella foto), che li difende - i due indagati adesso sono tornati liberi e l'ordinanza di custodia cautelare è stata per loro annullata.

avvocato antonio turrisi-2Sale così a tre il numero degli scarcerati a due settimane dal blitz dei carabinieri, coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca: venerdì sera, infatti, era tornato libero (ha solo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) anche Marco Iervolino, difeso dall'avvocato Stefano Santoro.

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Al centro dell'inchiesta - che ha portato in tutto a quindici arresti - la gestione del business della droga da parte del clan di Pagliarelli e anche i mutamenti all'interno della presunta associazione a delinquere per migliorare gli incassi ed evitare pure problemi con la giustizia. Il boss Annatelli, raggiunto anche lui dall'ordinanza del gip Annalisa Tesoriere, era già in carcere dopo l'operazione "Cupola 2.0" del dicembre del 2018, cioè quella legata al tentativo di Cosa nostra di ricostituire la Commissione provinciale a sei mesi dalla morte al 41 bis di quello che ne era stato il capo indiscusso per un quarto di secolo, Totò Riina.

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