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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Calatafimi

Il business della droga gestito dai boss di Pagliarelli, a giudizio dieci imputati

La Procura ha chiesto l'immediato per il mafioso di corso Calatafimi, Filippo Annatelli, e altre nove persone. Erano stati arrestati a luglio con l'operazione "Eride" dei carabinieri. Tutti hanno optato per il rito abbreviato. Il giudice concede i domiciliari a Ferdinando Giardina e Vincenzo Cascio

Sarebbe stato il boss Filippo Annatelli a gestire lo smercio di droga nella zona di corso Calatafimi e, nell'inchiesta "Eride" dei carabinieri, che il 21 luglio aveva portato a 15 arresti, erano emersi anche gli stratagemmi utilizzati per evitare problemi con la giustizia e soprattutto migliorare gli incassi. La Procura ha chiesto il giudizio immediato per Annatelli ed altri undici indagati che a loro volta hanno optato per l'abbreviato. La prima udienza è fissata ad aprile, davanti al gup Simone Alecci. Lo stesso giudice che ha anche deciso di mandare ai domiciliari due degli imputati.

Il processo inizierà, oltre che per Annatelli, anche per Salvatore Milino, Enrico Scalavino, Giuseppe Massa, Giovanni Granatelli, Paolo Correnti, Francesco Li Vigni, André Mattia Cinà, Vincenzo Cascio e Ferdinando Giardina. Gli ultimi due sono anche stati scarcerati e potranno stare ai domiciliari perché il giudice ha accolto l'istanza dei loro avvocati, Stefano Santoro, Antonio Turrisi e Nino Pisciotta, ritenendo affievolite le esigenze cautelari.

Droga, operazione Eride: i quindici arrestati

A luglio erano stati arresatati anche Salvatore e Andrea Tommaselli, padre e figlio poi scarcerati dal tribunale del Riesame, Dario Vivirito, Marco Iervolino (anche lui scarcerato dal Riesame) e Giovanni Caravello. Per loro l'inchiesta resta aperta.

Dalle intercettazioni dell'operazione "Eride", coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Federica La Chioma e Dario Scaletta, emergeva come il business della droga fosse particolarmente fiorente: "In tre mesi s'hanno buscatu 45 mila euro" e come sarebbe stato necessario comunque garantire sempre il mantenimento dei carcerati: "Ogni giorno 4 dobbiamo uscire 5 mila euro... Campano però qualche dieci cristiani", spiegava per esempio Cascio.

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