Buttafuori imposti dai boss nei locali: dopo 8 mesi tra carcere e domiciliari, giovane assolto

Il tribunale dei Minori ha scagionato Mario Giordano arrestato nel blitz "Octopus" e accusato di essere fra coloro che avrebbero fatto pressioni sui gestori del "Cafè Verdone" di Bagheria. L'avvocato: "Chiederemo i danni"

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Octopus"

Con i buttafuori abusivi, con la mafia che avrebbe imposto i servizi di vigilanza nei locali della città e della provincia e con le aggressioni ai titolari del "Cafè Verdone" di Bagheria, Mario Giordano (nella foto) - appena diventato maggiorenne - non c'entrerebbe nulla. Dopo circa otto mesi passati tra carcere e domiciliari, il ragazzo (difeso dall'avvocato Camillo Traina) è stato infatti assolto dal tribunale dei Minori.

GIORDANO Mario-2Il giovane, del tutto incensurato e che si è recentemente diplomato, era stato arrestato nell'ambito del blitz "Octopus", messo a segno dai carabinieri a settembre dell'anno scorso. Il suo nome e la sua foto erano stati divulgati assieme a quelli di personaggi del calibro del boss di Ballarò, Massimo Mulè. Qualche giorno dopo, però, il gip - prendendo atto che l'indagato fosse minorenne - lo aveva rimesso in libertà, mandando gli atti alla Procura dei Minori.

Sembrava finita e, invece, il 2 novembre Giordano era stato nuovamente arrestato proprio su disposizione dei magistrati di quella Procura. Era finito al Malaspina e solo dopo diversi mesi aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Una misura cautelare che era stata poi revocata a luglio scorso. Adesso è arrivata l'assoluzione. E la difesa di Giordano preannuncia che chiederà i danni per l'ingiusta detenzione.

Di fatto l'imputato ha sempre respinto le accuse, nello specifico di essere stato tra coloro che avrebbero fatto pressioni violente sui titolari del "Cafè Verdone", anche pretendendo di mangiare e bere senza pagare il conto. Ha testimoniato anche l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, Emanuele Tornatore, che ha riferito  come il ragazzo avesse in passato partecipato anche a manifestazioni contro la mafia.

Il giovane era stato indicato dalle vittime - che non ne conoscevano il nome - come una delle persone che si sarebbero accompagnate al gruppo di taglieggiatori, svolgendo però un ruolo marginale. 

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