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Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Resilienza"

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Resilienza"

Mafia al Borgo, torna libero un indagato: "Non ha imposto il pizzo per la festa di Sant'Anna"

Pietro Cusimano era finito in carcere con altre 19 persone il mese scorso, nell'ambito dell'operazione "Resilienza". Nella sua abitazione erano stati ritrovati 5 mila euro, la difesa: "Non ha taglieggiato nessuno, sono i suoi risparmi"

Torna libero Pietro Cusimano, 58 anni, (nella foto) che era finito in carcere con altre 19 persone il 13 ottobre, nell'ambito del blitz dei carabinieri "Resilienza", contro il clan di Porta Nuova. L'indagato è accusato di associazione mafiosa e di estorsione aggravata: secondo la Procura, in particolare, si sarebbe occupato per conto dei boss di taglieggiare i commercianti per organizzare la festa della patrona di Borgo Vecchio, Sant'Anna.

Pietro CusimanoIl tribunale del Riesame ha però accolto le tesi dell'avvocato Umberto Seminara, che assiste Cusimano, e ha ritenuto non vi siano indizi sufficienti a carico dell'indagato. Come ha sostenuto il legale, Cusimano si occupa da anni di organizzare concerti nel quartiere e non avrebbe alcun legame con Cosa nostra.

Nell'abitazione dell'uomo erano stati pure trovati 5 mila euro che, secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed i sostituti Amelia Luise e Luisa Bettiol, sarebbero stati proprio una parte del pizzo imposto ai commercianti in vista della festa nel quartiere. La difesa ha però dimostrato che la somma sarebbe in realtà un risparmio fatto da Cusimano, che vive grazie al reddito di cittadinanza, ma percepisce anche una piccola pensione di invalidità. I soldi scovati dagli inquirenti sarebbero quelli accantonati proprio grazie a questo secondo sussidio.

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