Il giro per il pizzo tra i vicoli del Borgo: "Il panificio paga, ma questo meccanico è uno sbirro..."

Le cimici dei carabinieri hanno registrato i commenti di due esattori di Cosa nostra fermati con il blitz "Resilienza", Giovanni Zimmardi e Vincenzo Vullo. Davanti ad ogni negozio avrebbero valutato quanto ricavare e quali fossero i rischi di denuncia. "Qui ho guadagnato 5 mila euro..."

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Resilienza"

"Tutti questi pagano dal 2010", "questo è uno sbirro", "da questo già ci sono stato", "qua i soldi ci sono, vale duemila euro" e persino "questo mi ha fatto arrestare". Le cimici dei carabinieri hanno intercettato le lunghe passeggiate tra i vicoli del Borgo Vecchio di due esattori del pizzo fermati con l'operazione "Resilienza" di martedì, registrando così in diretta i loro commenti, i loro piani, ma anche le loro paure rispetto a potenziali denunce da parte dei commercianti. Passeggiate che fanno capire come Cosa nostra tenti di mantenere costantemente il controllo sul territorio e come i suoi uomini, da parassiti, finiscano per succhiare linfa vitale alle attività economiche.

"Questo non vuole pagare"

Il giro del pizzo riportato nel fermo emesso dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Luisa Bettiol viene compiuto da Vincenzo Vullo e Giovanni Zimmardi. "Minchia, ma questo ponte l'hanno montato ora?" dice Vullo e l'altro: "Eh, già ci sono andato... Niè, casa sua, dice: 'Non devo pagare', minchia a casa mia!". Davanti a un altro negozio Vullo afferma: "Qua, questa è, questa cammina, cammina!" e Zimmardi ancora una volta: "E qua ci sono andato". L'altro riprende: "Cammina piano, questo è a posto, vero? Tanino a posto!" e poi "questo pub di qua?" e Zimmardi "ci sono venuto, quello di là sotto".

"Questo è uno sbirro, si è preso la targa"

Davanti a un'altra attività riprende Vullo: "No, questo è un cornuto e sbirro... C'è quello con i capelli tutti a tipo pieni di paglia... Io prima gli davo (aspira col naso, ndr), il ragazzino, guarda no, meglio evitare" e proseguiva "e qua? Chissà come sarà?" e Zimmardi: "Qua non si sa come sarà, boh non si sa" e poi: "Minchia, ora quello mi ha visto a me, minchia... Io ci sono andato..." e Vullo: "A questo meccanico ti devi chiamare, a questo spione... Questo è un carabiniere". Zimmardi: "Guarda, lo vedi? Guarda come si è messo in mezzo alla strada... Guarda, guarda, quello del panificio, guarda! Il numero di targa si sta prendendo! Ci sono andato io, mi fa: 'No, minchia!', gli ho detto: 'Aspetta un minuto, vedi che lo sanno che tu...'. Ora lo chiamo io, gli dico: 'Cugì, ma perché ti sei messo in mezzo alla strada a guardare la macchina, per vedere chi era l'amico mio?' E poi prendi e tu... appena lui, vediamo come ci risponde... Perché se n'è andato da mio padrino!"

"Qui ti devi far dare i soldi di prepotenza"

"Cammina, ti devo fare vedere una cosa - continua Vullo - lì ti devi fare dare i soldi di prepotenza! Cioè già ci puoi andare, ora glielo dico pure io" e Zimmardi: "Ci andiamo, gli bussiamo, ce li prendiamo tutti e due". Riprende Vullo: "Cammina un minuto ora te lo faccio vedere, gira di qua, hai visto chi non ha pagato?" e poi "tutti, tutti, tutti li farei, è che devono appartenere a noialtri, devono appartenere al Borgo!" e Zimmardi: "Già l'ho fatto... E questo?". Vullo: "No, minchia, questo pub subito... e questo supermercato di qua, questo cammina". E Zimmardi: "Già ci sono andato!".

"Questo mi ha fatto arrestare"

La discussione continua ed è ancora Vullo a dare indicazioni: "Questo qua, ci puoi andare... Però prima aspettiamo a Totuccio... Questo, il pub, il pub" e Zimmardi: "Minchia qua i soldi ci sono, qua 2 mila euro vale!" e Vullo: "Il tabacchino, questo tabacchino". Riprende l'altro: "Guarda quel ponte, guarda che bel ponte!" e Vullo: "A me questo mi ha fatto arrestare... E' uno sbirro, ho il processo in corso, ho l'appello in corso", ma Zimmardi non si scompone: "Questi ce li prendiamo noialtri, ci vado io, 2 mila euro ammuogghiu e siamo posto! Ce li prendiamo noialtri" e l'altro: "Pochi sono 2 mila euro, minchia hai capito quant'è!". Zimmardi: "Appena appena gli cominci a dire 5 mila euro tu non li devi prendere per i cannaruozza! Ci vai a finitura di lavoro, altri mille euro, questo il trucco". Vullo indica poi un panificio: "E questo panificio, lavora! E' la macchina dei mafiosi! Combatti con i mafiosi".

"Qua ho guadagnato 5 mila euro"

Zimmardi propone poi di andare a mangiare in un locale senza pagare: "Ma l'hai visto che ponte... E poi glieli facciamo uscire, poi ci andiamo e non paghiamo! Può capitare, non ne ho e poi non paghiamo, che fa si offende? Che fa si offende se casomai qualche volta andiamo a mangiare e non paghiamo?". Vullo indica subito un'altra attività: "Io invece ti porto, li vuoi vedere altri due? Li vuoi vedere altri due? Ti dico io dove! Ti voglio insegnare quello di là, sangù". Zimmardi: "Autoricambi, minchia bel lavoro che c'è là! E lui non l'ha visto? Minchia non ci credo. Lui gira la mattina! Io lo conosco". E poi: "Questo qua già li prendono... Questo di qua, io sono venuto stamattina, io te lo dico a te e non parlare con nessuno, ho guadagnato 5 mila euro...". I due spesso ripetono "tutti fatti" intendendo dire di aver chiesto il pizzo in ogni negozio e Vullo alla fine afferma: "Ti devo far vedere una cosa, qua tutti pagano dal 2010 pagano tutti questi". Un atteggiamento asfissiante quello dei boss che ha portato molti commercianti del quartiere a decidere di denunciare le richieste di pizzo. 

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