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Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Mani in pasta"

Il frame di un'intercettazione dell'operazione "Mani in pasta"

Arrestato per mafia, la Cassazione annulla l'ordinanza: torna libero Andrea Ciampallari

L'indagato è tra le novanta persone coinvolte nel maxiblitz "Mani in pasta" messo a segno a maggio dalla guardia di finanza contro il clan dell'Acquasanta e i boss Fontana

Torna libero dopo sette mesi Andrea Ciampallari, arrestato per mafia il 12 maggio, nell'ambito della maxioperazione "Mani in pasta" contro il clan dell'Acquasanta. La Cassazione ha infatti annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti, accogliendo il ricorso degli avvocati Vincenzo Giambruno, Alessandro Martorana e Salvatore Di Maria.

La Suprema Corte ha anche annullato, ma rinviando per una nuova valutazione al tribunale del Riesame, l'ordinanza di un altro indagato, Giovanni Passarello, e pure il sequestro di 20 mila euro compiuto a carico di un altro arrestato, Giulio Biondo (sono difesi dagli stessi avvocati).

L'operazione era stata messa a segno dalla guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta. In tutto erano stati ben 90 gli arresti e in carcere erano finiti anche personaggi già ben noti alle cronache giudiziarie come i fratelli Gaetano, Giovanni e Angelo Fontana. Il loro braccio operativo sarebbe stato Giovanni Ferrante. I Fontana avrebbero gestito imprese che operano nella cantieristica navale, nella produzione e nella commercializzazione di caffè, mantenendo anche il controllo di decine di supermercati, bar, centri scommesse, macellerie e riuscendo a ricavare il pizzo anche al mercato ortofrutticolo. Erano finiti sotto sequestri beni - compresi cavalli da corsa - per 15 milioni di euro.

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