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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca Petralia Sottana

Le Madonie si svuotano, gli abitanti scendono in piazza: "Qua smantellano tutto e ci isolano"

Organizzata una fiaccolata a Petralia Soprana per dire basta all’emigrazione forzata. Persi più di cinque mila abitanti dal 2001 a oggi: "Le difficoltà oggettive con cui ci scontriamo rischiano di creare disillusione e sconforto"

Ieri pomeriggio, gli abitanti delle Madonie sono scesi in piazza a Petralia Soprana per dire basta all’emigrazione forzata dalla Sicilia. La fiaccolata è stata organizzata dalle consulte e i forum della Madonie e dall’associazione “Nun si parti”.

"Mancano all’appello più di 800 mila siciliani, che sono andati via negli anni per studiare o lavorare al Nord Italia e all’estero - spiega Tiziana Albanese, presidente della Consulta giovanile di Petralia Soprana -. I comuni delle alte Madonie hanno perso più di cinque mila abitanti dal 2001 a oggi: è come se un intero paese come Gangi fosse scomparso. E' una vera e propria emergenza e pretendiamo che venga affrontata come tale, con piani di investimento mirati e strategie all’altezza".

Gli abitanti delle Madonie protestano "per le difficoltà legate ai servizi sempre più a rischio smantellamento, soprattutto in ambito scolastico e sanitario, l’isolamento dovuto alle strade fatiscenti e l’incapacità delle istituzioni sovracomunali di far seguire l’adeguamento della spesa alla programmazione di investimenti per le aree interne".

"Le difficoltà oggettive con cui ci scontriamo - spiegano i presidenti delle consulte madonite - rischiano di creare disillusione e sconforto. Vogliamo e possiamo invertire la tendenza. Momenti pubblici come questa fiaccolata ci permettono di accendere i riflettori sul tema. Ma già da subito torniamo a lavoro, con un sondaggio da sottoporre ai giovani rimasti sulle Madonie e a quelli emigrati, per fare una fotografia della realtà. Vogliamo comprendere quali sono le ragioni che hanno spinto i giovani ad andare via o restare e, soprattutto, capire che percezione hanno di questa area interna. Poi, bisogna passare ai fatti e pretendere dal governo siciliano e italiano interventi urgenti".

Alla fiaccolata hanno partecipato anche diversi amministratori locali dei comuni limitrofi, tra cui  Pietro Macaluso, sindaco di Petralia Soprana e presidente dell’Unione Madonie: "Quello che più ci penalizza è la politica dei numeri, che ha determinato la crisi di alcuni settori delicati come la scuola e la sanità. È un cane che si morde la coda: diminuiscono gli abitanti, si taglia sui servizi e aumenta l’emigrazione. Dobbiamo invertire la tendenza affinché si affermi il diritto di tornare o restare nelle Madonie".

Anche la Cgil ha aderito e partecipato ieri sera alla fiaccolata contro lo spopolamento del territorio. Un’area, quella delle Alte Madonie, in cui i 21 comuni associati sono sempre stati protagonisti nella crescita del comprensorio, articolando politiche territoriali come i Patti territoriali negli anni Novanta, i bandi Gal per l’agricoltura e in tempi più recenti si attendono ancora gli investimenti per le aree interne Snai e le zone franche montane, ancora non rese operative dalla Regione.

“Da 6 anni - denuncia Calogero Spitale, rappresentate della Camera del Lavoro zonale Alte Madonie - i comuni del comprensorio attendono l’attivazione dei decreti per sbloccare i finanziamenti previsti per la crescita delle realtà d’impresa. C’è un ritardo grave della politica regionale, che non fa altro che bloccare le politiche per lo sviluppo, con cui si potrebbe dare ossigeno all’occupazione giovanile. I decreti fermi sono quelli per le aree interne (Snai), con progetti da 36 milioni di euro per  scuola, viabilità e sanità. La Regione alcuni di questi progetti li ha già addirittura definanziati, come quelli per il terzo lotto della strada Irosa-Blufi.    E ha fatto perdere i 12 milioni stanziati per le montagne: a settembre i fondi sono scaduti per mancanza di progetti”.

In questo territorio, che non dà prospettive, così i giovani sono costretti a lasciare i loro paesi delle Madonie subito dopo gli studi per cercare lavoro altrove. “La fuga di giovani ormai è ininterrotta – prosegue Calogero Spitale -. Si è passati dai 29.700 abitanti del 2001 ai 23. E 500 del 2021. L’indice di natalità è al 4,5 per cento mentre quello di mortalità è al 13,4.  Dati che tristemente attestano lo spopolamento di questa area del nostro territorio palermitano, tanto ricca di attrazioni e potenzialità turistiche ma abbandonata a un lento declino. In questi anni – aggiunge Spitale - sono stati attivati solo i finanziamenti per qualche tratto di strada dissestata, in un territorio dove la viabilità secondaria ha bisogno di un ripristino generale e lo stato delle strade che cadono a pezzi crea disagio ai cittadini e ha ricadute dal punto di vista economico”.

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