Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Montepellegrino / Via Ruggero Loria

Macellava gli animali in casa, a due passi dalla Fiera: arrestato

In via Loria la polizia ha scovato uno stabile nel quale si praticava la lavorazione e la conseguente destinazione di carni suine e bovine al consumo umano. Invece di un'azienda agricola, veniva utilizzata una casa maleodorante e fatiscente

Il casolare di via Loria

Da qualche giorno gli agenti tenevano d’occhio quel capannone in via Ruggero Loria, in zona Fiera, e gli strani movimenti di un furgone che sembrava far da spola da e per un casolare della strada. La polizia ha scovato uno stabile nel quale si praticava la macellazione e la conseguente destinazione di carni suine e bovine al consumo umano. Invece di un’azienda agricola, veniva utilizzata un casolare maleodorante e fatiscente. Protagonista della vicenda un macellaio in pensione.

I poliziotti ieri hanno deciso di fare irruzione nella struttura ed hanno constatato la presenza dell’uomo, un 55enne palermitano della Zisa che ha deciso di dedicare il tempo libero all’allevamento ed alla macellazione di maiali, seppur clandestinamente. L’uomo, aveva adibito il casolare a luogo nel quale compiere l’intera filiera, dall’allevamento alla macellazione degli animali, debitamente squartati e scotennati .

Per compiere le operazioni, il casolare era attrezzato di tutto punto, un po’ azienda d’allevamento, un po’ improvvisato mattatoio: in quest’ultima area, c'erano cella frigo, congelatori a pozzetti, per conservare la carne già macellata o il suino ucciso ma non ancora macellato, ganci d’acciaio appesi al tetto utilizzati a mò di carrucola per compiere l’esecuzione dell’animale, bancone da lavoro da macellaio, diversi taglieri, coltellacci, seghe elettriche taglia ossa ed arrugginite, sangue coagulato e maleodorante e numerosi resti di animali. Un’area attigua, invece, era stata adibita all’allevamento del bestiame . All’interno di quattro recinti in muratura,c'erano 17 suini di varia taglia, senza alcun tipo di marchio identificativo.

La mancata tracciabilità dell’animale e della carne già macellata trovata nel magazzino e l’indiscutibile assenza di ogni requisito in materia igienico-sanitaria e di sicurezza, hanno portato i poliziotti a sequestrare l’intera area ed a denunciare il 55enne per macellazione abusiva. Il capannone era alimentato tramite allaccio abusivo e di questo reato dovrà rispondere una donna palermitana che è risultata avere avuto in gestione l’immobile prima di consentirne il comodato d’uso gratuito al macellaio clandestino. Indagini sono in corso per chiarire quali e quante macellerie palermitane l'uomo abbia rifornito.

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