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Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

Il Governatore imputato per mafia, i partiti pensano al dopo-Lombardo

Un mese di tempo per decidere le sorti del governo dopo l'imputazione coatta. Il Pd: "Con lui fino al rinvio". Fli: "In giunta figure di assoluta garanzia". E c'è il nodo delle amministrative a Palermo

“Se ci dovesse essere il processo mi dimetterò”. Così ieri, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha commentato a caldo la decisione del gip di Catania di rigettare la richiesta di archiviazione della Procura nei suoi riguardi, per concorso esterno in associazione mafiosa. Oltre a quelle giuridiche, le conseguenze politiche di un eventuale rinvio a giudizio provocherebbero un vero e proprio terremoto a Palazzo dei Normanni. E che porterebbero al voto anticipato nel prossimo autunno. I tempi per l’udienza preliminare non dovrebbero essere lunghi, “brevissimi” si augura Lombardo, magari entro la fine del mese prossimo.

TENSIONE DEI PARTITI. Certo è che il “caso” Lombardo rischia di aumentare la tensione all’interno dei partiti che lo sostengono all’Ars. Come nel caso del Pd. Anche l’ala democratica più vicina al governatore, quella che fa riferimento ad Antonello Cracolici e Beppe Lumia, ha fatto sapere che di fronte ad un rinvio a giudizio per fatti di mafia interromperà il suo sostegno al governo, “coerenti con quello che abbiamo sempre detto”, afferma Cracolici, sottolineando però che “ci toccherà vedere ancora altre puntate prima che la telenovela finisca”.

Così come Fli, che insieme al Pd sostiene il governo: “Fli si schiera in Sicilia con Raffaele Lombardo - si legge nell'editoriale a firma del vice coordinatore nazionale, Fabio Granata, sul sito di Futuro e Libertà - anche perché chiama in giunta figure di assoluta garanzia: alla sanità l'ultimo ragazzo di Paolo Borsellino, all'ambiente e ai rifiuti il prefetto antiracket Marino, alla solidarietà Caterina Chinnici, magistrato e figlia di Rocco”, aggiungendo che “di fronte alle complesse vicende giudiziarie di Raffaele Lombardo, siamo certi che il governatore sarà coerente con questo percorso di legalità, qualora dovesse essere rinviato a giudizio, dimettendosi”.

IL "NODO" AMMINISTRATIVE A PALERMO. Ma la partita che si giocherà su questa vicenda non riguarda soltanto la Regione, ma coinvolge inevitabilmente anche le ormai prossime amministrative, in primis Palermo. Lombardo, insieme con i suoi assessori Massimo Russo e Gaetano Armao, nel capoluogo siciliano è sceso in campo per sostenere la candidatura a sindaco di Alessandro Aricò, secondo cui però “non ci saranno contraccolpi dal punto di vista politico, perché “il presidente Lombardo – dice Aricò – ha già detto che in caso di rinvio a giudizio sarebbe pronto a lasciare il suo ruolo. Cosa c’è da aggiungere? Sono convinto – ha aggiunto il candidato sindaco - che il presidente chiarirà la sua posizione”. Così come non ce ne sarebbero dal punto di vista personale: “Le dichiarazioni di ieri del governatore – prosegue Aricò - credo siano un caso unico nella storia politica della Sicilia. Ha dimostrato grande sensibilità e responsabilità. Per questo – conclude - posso dire che con lui non cambierebbe nulla nemmeno dal punto di vista personale”.


 

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