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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Locali chiusi dalla polizia a Terrasini, il titolare: "Non sono un covo di pregiudicati"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Dopo la chiusura decisa dal questore di Palermo di due locali a Terrasini, considerati ritrovo abituale per numerosi pregiudicati, il titolare ha deciso di dire la sua: "Sono profondamente addolorato per questa decisione e per gli articoli ed i commenti inappropriati che ho letto sui giornali e sui social. Il quartiere è quello che è, la vicinanza della villetta non aiuta. Tutti a Terrasini sanno da chi è frequentata. Come posso io impedire ai pregiudicati o a chiunque altro di entrare nei miei locali? Non posso certo chiedere all’entrata se hanno precedenti penali o altro. Magari potessi! Ma soprattutto come posso impedirlo in un locale con i soli distributori h24? Io e la mia famiglia siamo rimasti sconcertati quando c’è stato notificato il provvedimento del Questore di Palermo, che ha disposto la chiusura del locale per 15 giorni. Vorrei precisare, per chi non lo sapesse, che il provvedimento ha funzione cautelare e preventiva. Non è una sanzione per noi titolari dell’esercizio, ai quali non è stato contestato nessun reato. Tuttavia siamo stati costretti a chiudere per colpe non nostre. Con dispiacere si sono letti tanti commenti inopportuni, c’è chi ha parlato impropriamente di 'covo' di pregiudicati. Si smentisce categoricamente ciò: nel provvedimento il questore parla di luogo di aggregazione, che è cosa molto diversa. I controlli sono stati effettuati anche su soggetti che si trovavano 'nelle vicinanze dei locali'. Chi ci conosce lo sa: siamo una famiglia perbene che lavora duramente, che ha sempre applicato i concetti basilari del vivere civile in comunità, che si dissocia fermamente da qualsiasi tipo di condotta illecita volta a favorire fenomeni delinquenziali come lo spaccio di droga o altro. Con le mie attività vivono diverse famiglie che per 15 giorni si sono viste private dei mezzi di sostentamento per responsabilità non certo nostre. Chiudere un’attività perché luogo di aggregazione di una manciata di soggetti con precedenti penali, a discapito dei tantissimi clienti per bene che giornalmente frequentano i nostri locali, rappresenta anche un fallimento della politica posto che, mentre i soggetti che si 'aggregano' possono spostare i loro 'pregiudizi' in altro locale, chi patisce un concreto danno economico e di immagine siamo noi incolpevoli gestori. Anche per questo motivo si procederà all’impugnazione del provvedimento davanti al Tar, tramite l’avvocato Francesca Di Matteo, che mi assiste in questa dolorosa vicenda. Siamo grati alle gorze dell'ordine che attenzionano e controllano il territorio e chiediamo che questi controlli siano ancor più capillari. A tutti i terrasinesi onesti chiediamo solidarietà. Noi siamo aperti a qualsiasi suggerimento per evitare che si ripeta quello che abbiamo vissuto in questi giorni. Vi aspettiamo numerosi per dare un segno forte di legalità".

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