Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Corso Vittorio Emanuele

L'attesa per le crepes scatena la rissa: calci e pugni tra un rider e un commerciante

E' successo davanti a una yogurteria in corso Vittorio Emanuele dove sono intervenuti i carabinieri. Un collega del fattorino: "E' stato colpito in faccia per essersi lamentato del tempo perso". Il titolare dell'attività: "Io sono stato picchiato, le telecamere lo dimostrano"

Calci e pugni tra un rider di Glovo e un commerciante. Da una parte c'è un fattorino quarantenne, dall'altra il 27enne titolare dell'attività Yogurtlandia alla Cattedrale. Il motivo del contendere l'attesa per delle crepes, troppo lunga per uno, "normale" per l'altro. Le due versioni sono esattamente opposte ed entrambi sono pronti a giurare di essere stati aggrediti.

E' accaduto ieri sera in corso Vittorio Emanuele dove sono intervenuti i carabinieri per riportare la calma. A segnalare l'episodio è un altro rider che ha lanciato un primo allarme ai carabinieri: "Un mio collega è stato preso a pugni e gli è uscito sangue dal naso solo per essersi lamentato per l'attesa, 45 minuti per una crepes. Il titolare era nervoso e gli ha dato pugno perché gli era stato chiesto a che punto fosse l'ordine. Ora basta: rischiamo ogni giorno di fare incidenti, buttati sotto la pioggia. Ci devono rispettare, soprattutto Glovo".

Diametralmente opposta la versione del titolare della yogurteria. "Sono stato io ad essere colpito, al petto e in faccia, e mi si è girata la caviglia. Il rider - spiega a PalermoToday - era entrato subito con fare minaccioso chiedendomi il ticket dell'ordine, che stavo preparando dato che si tratta di prodotti freschi. Mi ha detto 'Trasi, va travagghia e smuoviti'. Gli ho risposto che non poteva rivolgersi così con me, quindi l'ho invitato a uscire e fare riassegnare l'ordine".

In quel momento entrambi avrebbero perso la pazienza, ma chi sia stato il primo a colpire l'altro lo chiariranno le indagini: "Comunque ho dei video che dimostrano come siano andate le cose, mi sono dovuto difendere. Va detto - aggiunge il commerciante - che la loro attesa è pagata, l'hanno scelto loro questo lavoro, non possono comportarsi così. A quel punto mi sono chiuso dentro, anche perché lavoro da solo per ora, e ho chiamato il 112".

Poi aggiunge: "Dopo l'episodio il rider ha scritto in una chat e sono arrivati altri colleghi che mi hanno minacciato. Uno di loro mi ha detto che mi avrebbe ammazzato, rotto le vetrine e danneggiato l'auto. Quando i carabinieri erano già andati via, i rider hanno continuato a girare per mezzora attorno alla mia attività per farmi sentire la loro presenza. Poi è intervenuta l'ambulanza che il rider ha chiamato su consiglio di un collega". Il rider, portato in ospedale per accertamenti, ha riportato una lesione al naso giudicata guaribile in 30 giorni. I carabinieri procederanno d'ufficio conle indagini per cercare di ricostruire una dinamica ancora poco chiara.

Cgil: "Condanniamo la violenza"

Sulla vicenda il sindacato Nidil Cgil ha preso subito una posizione schierandosi al fianco del lavoratore: "Non si può tornare a casa con un naso rotto per una consegna di 3 euro". "Rispetto alle altre volte questo episodio di violenza, che stigmatizziamo al di là di come sia andata, è avvenuto nell'ambito di uno dei partner di Glovo, un ristorante, tra le categorie che più delle altre sta soffrendo e che sta andando avanti grazie al lavoro dei rider. Condanniamo ogni forma di violenza - dichiarano il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - e chiediamo rispetto verso chi svolge un servizio importante per la città. Lanciamo ancora una volta un appello alle istituzioni, a partire dal comune di Palermo, perché mettano in campo azioni a tutela della sicurezza e dei diritti dei rider".

Cisl: "Servono tutele per questi lavoratori"

"Già da diversi mesi - dicono Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani e Giuseppe Cusimano coordinatore Felsa Cisl Palermo Trapani - ci stiamo battendo a livello nazionale per la stesura di un contratto reale con condizioni certe, per questa categoria di lavoratori, che possa garantire innanzitutto un compenso giusto e dignitoso, ma soprattutto che preveda tutele su tutti quei rischi legati alla particolare tipologia di lavoro e che rispetti le norme sulla sicurezza. E’ necessaria una copertura per malattia, infortuni, maternità e pensione cosi come previsto per tutti i lavoratori presenti sul territorio”.

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