menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La spiaggia Olivella

La spiaggia Olivella

"Una fogna a cielo aperto": a Porticello la spiaggia più sporca d'Italia

E' quanto emerge dall'indagine "Beach litter" realizzata e curata per il terzo anno da Legambiente, che ha monitorato nel mese di maggio 47 spiagge italiane

Più di 2.250 rifiuti in appena 100 metri di spiaggia. La spiaggia di Olivella, a Porticello, nel comune di Sant Flavia è maglia nera nella speciale classifica italiana. E' quanto emerge dall'indagine "Beach litter" realizzata e curata per il terzo anno da Legambiente che ha monitorato nel mese di maggio 47 spiagge italiane. Quello di Santa Flavia è un litorale circondato e sfregiato pesantemente anche da manufatti di cemento pericolanti.

Si tratta di una spiaggia che in passato era una rinomata sede balneare e sala di intrattenimento, "e oggi è pericolosamente e colpevolmente lasciata al più completo degrado - avevano denunciato già nei giorni scorsi da Legambiente -, impoverita dalle sue stesse rovine e da quelle delle strutture limitrofe completamente distrutte e ricolme di ogni fattispecie di rifiuti. La spiaggia è ormai un ricordo, ridotta a cloaca con un substrato di alghe morte". I volontari di Legambiente qua hanno trovato rifiuti di tutti i generi: varie qualità di materie plastiche e reti e tessuti di varia origine, i ben più preoccupanti flaconi, e non ce ne sono pochi,di diserbante targati Monsanto, o di oli meccanici e copertoni d'auto, tutte "bombe ecologiche" pronte a deflagrare e presenti in grandi quantità ad ogni centinaio di metri percorsi.

E dall'indagine ne esce male anche la spiaggia di San Cataldo, nel territorio di Trappeto. Qua i volontari di Legambiente hanno trovato 1.129 rifiuti. “E’ davvero sconfortante essere sempre i primi nelle graduatorie in negativo - ha commentato Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia -. Il cattivo stato di questi siti è un miscuglio di cattiva amministrazione del territorio e maleducazione dei cittadini. Quello che possiamo, e dobbiamo fare è spingere le persone ad avere cura e rispetto dell’ambiente e pressare le amministrazioni locali e regionale affinché capiscano che le nostre coste e il nostro mare sono una risorsa da difendere e rilanciare”.

Dalle indagini di Legambiente emerge che la top ten dei rifiuti spiaggiati più trovati sono tre piccoli ma pericolosi oggetti: al primo posto ci sono i pezzi di plastica e polistirolo (22,3%), di dimensioni inferiori ai 50 centimetri, che costituiscono quasi un quarto dei rifiuti trovati. Secondo posto per i cotton fioc (13,2%) per un totale di 4.412 pezzi, diretta conseguenza della scorretta abitudine di "smaltire" questi rifiuti gettandoli nel wc e dell'inefficacia degli impianti di depurazione. Terzo posto in classifica per i mozziconi di sigaretta (7,9%): in particolare l'indagine di Legambiente ne ha contati 2642, una quantità pari al contenuto di 132 di pacchetti, il 3% in più rispetto all'indagine del 2015. L'indagine è stata eseguita dai volontari di Legambiente nel mese di maggio 2016. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento