Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Editoria, "Inerti" della palermitana Barbara Giangravè vince il premio Augusta

Il concorso è riservato agli esordienti. Il romanzo ha rappresentato una vera e propria scommessa per l'autrice che, dopo dieci anni, ha lasciato la professione giornalistica per dedicarsi completamente a quello che lei stessa definisce “il suo sogno di bambina”

Barbara Giangravè

Con il suo romanzo d'esordio "Inerti" la giornalista palermitana Barbara Giangravè si è aggiudicata l'edizione 2017 del premio Augusta. La manifestazione, già patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, si è avvalsa quest'anno anche della sponsorizzazione del Salone Internazionale del Libro e dell'Istituto Treccani. L'autrice è arrivata alla finale del premio letterario per il secondo anno consecutivo. Già l'anno scorso, infatti, a Mantova (capitale italiana della cultura 2016), era risultata seconda alla fine della votazione online da parte dei lettori e non era salita sul palco del teatro sociale perché non selezionata dalla giuria. Il regolamento del premio – che le ha consentito di partecipare anche quest'anno, perché non ha ancora pubblicato il suo secondo romanzo – l'affetto dei lettori e dei librai, il sostegno dei giornalisti e la sua stessa tenacia, oltre che la preferenza della giuria nominata quest'anno, hanno finalmente avuto la meglio.

Come dichiarato dagli stessi organizzatori del premio, “nel paese in cui gli autori esordienti vengono vessati da una cronica assenza di impegno economico da parte dei soggetti della filiera del libro, Augusta scommette sui talenti del presente che è già futuro, premiando con un assegno da 10mila euro il vincitore”.  Così, lo scrittore Giuseppe Culicchia, lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi e il linguista, critico letterario e saggista Gian Luigi Beccaria – componenti della giuria di questa seconda edizione – hanno fatto convergere sull'autrice nata a Palermo la loro scelta.

Inerti è un romanzo a tutti gli effetti, anche se nasce da un precedente lavoro d'inchiesta di sulle eco mafie firmato dalla stessa Giangravè. Il romanzo ha rappresentato una vera e propria scommessa per l'esordiente siciliana che, dopo dieci anni, ha lasciato la professione giornalistica per dedicarsi completamente a quello che lei stessa ha sempre definito “il suo sogno di bambina”.Oggi, forte dell'esperienza fatta totalmente in prima persona e senza altra organizzazione alle spalle che la sua, ha già cominciato a lavorare alla stesura del secondo romanzo.

“Con questo assegno in tasca – ha dichiarato Barbara Giangravè – avrò la possibilità di concentrarmi sulla scrittura per qualche altro mese. Poi si vedrà. Ma, nel frattempo, voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno portata fino a questo punto: i giornalisti che hanno scritto subito di me, i librai che mi hanno dato la possibilità di presentare il romanzo anche se un'illustre sconosciuta ha bussato personalmente alla loro porta, i lettori che dopo avermi incontrato mi hanno seguito e incoraggiato tramite la rete, gli amici (tanti) che mi hanno supportato e sopportato in giro per l'Italia, la mia famiglia di sangue e quella buddista... che mi ha permesso di non mollare mai, soprattutto nei momenti peggiori”.

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