A lezione di giornalismo in Prefettura con Borrometi e Hernandez

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Ieri mattina, giorno del compleanno di Mario Francese, giornalista ucciso dalla mafia, Paolo Borrometi e Anabel Hernandez hanno dialogato in Prefettura con i giovani studenti delle scuole E. Ascione, B. Croce e G. Galilei. Un dibattito, un incontro. “Le parole sono pietre. La libertà di ognuno di noi passa dalla conoscenza e dalla libertà di informazione. Non è coraggio o eroismo ciò che mi spinge", afferma con passione Borrometi, minacciato dalla mafia e costretto a vivere sotto scorta,"ma la voglia di essere un giornalista libero!".

Due giornalisti, due storie, un medesimo senso del dovere di di un'informazione libera e responsabile. “Ammiro molto il vostro Paese”, continua Anabel Hernandez, che dopo la pubblicazione del suo libro inchiesta "La terra dei narcos" ha dovuto lasciare il suo Paese, " ma se la società non capisce che il problema è un potere globale non potremo mai essere in grado di cambiare ciò che è sbagliato”. Un invito a non avere paura della verità: "ognuno deve fare semplicemente il proprio dovere, avere responsabilità, perché solo con la verità si può cambiare il mondo”. Questo il senso dell'evento, svoltosi a Villa Withaker, "Libertà di stampa, un valore per la democrazia". "La democrazia - ha sottolineato il prefetto De Miro - significa partecipazione, e la partecipazione, per essere consapevole, richiede conoscenza dei fatti, ricerca della verità. In questo sta l'importanza dell'informazione libera, quale strumento di crescita culturale e sociale di un territorio". 

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